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Medical malpractice: la proposta Aiba per assicurare ospedali e cittadini

Presentata al convegno Sanità pubblica e assicurazioni" l'idea di una soluzione pubblico-privata"

02/04/2012
Ogni anno in Italia sono circa 34mila le denunce dei cittadini nei confronti dei medici per casi di malasanità. La crescita esponenziale delle cause legali e l'incremento dei risarcimenti hanno portano i premi assicurativi a un livello insostenibile per le aziende ospedaliere e hanno spinto le compagnie ad abbandonare il settore, considerato sempre meno redditizio. Lo Stato dovrebbe spendere 1,6 miliardi di euro l'anno per rispondere alle esigenze assicurative delle aziende sanitarie. Sono dati che necessitano di una soluzione pubblico-privata secondo Aiba che ha sviluppato una proposta in tal senso attraverso uno studio in partnership con l'Università La Sapienza. I risultati sono stati discussi a Roma nel corso del convegno annuale "Sanità pubblica e assicurazioni: la proposta dei broker per la tutela del cittadino" organizzato da Aiba. 
La ricerca, eseguita su un campione di 126 strutture ospedaliere su tutto il territorio nazionale, ha determinato il fair value (valore corretto) del premio puro calcolato senza considerare i caricamenti: la spesa media annua che dovrebbero sostenere le aziende sanitarie del sud per un'adeguata copertura assicurativa è di 1,7 milioni di euro, mentre al nord il valore medio sale a 2,7 milioni di euro. "Il mercato assicurativo italiano non presenta un'ampia offerta di questa tipologia di coperture - ha sottolineato il presidente dell'associazione italiana dei broker Francesco G. Paparella -, da un lato per l'assenza di interlocutori professionali in grado di affrontare un rischio caratterizzato da bassa frequenza ma di consistente portata economica; dall'altro per la carenza di un modello matematico di tariffazione fondato su principi metodologici pertinenti e robusti dal punto di vista dell'approccio statistico-attuariale".
La soluzione proposta da Aiba consiste nell'individuare la parte di rischio che per frequenza e costo medio potrebbe essere finanziata mediante un contributo pubblico, ad esempio fiscale, gestito da un fondo di solidarietà nazionale. A questo punto dovrebbero intervenire le compagnie di assicurazioni private in regime di concorrenza e senza vincoli di obbligatorietà. Per discutere di questi temi l'associazione dei broker ha richiesto entro giugno la creazione di un tavolo tecnico - con i Ministeri della salute, dello sviluppo economico, dell'economia, Consap, Isvap, Ania, Anra e Aiba - in cui con gli strumenti tecnici adeguati e i dati sulla sinistrosità reale si potranno individuare meccanismi virtuosi che spingano gli assicuratori ad offrire alle strutture sanitarie le necessarie garanzie.

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