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Cirasola, mia espulsione da Sna contro la procedura

Il provvedimento in contrasto con quanto prevede lo statuto

20/11/2012
Vincenzo Cirasola, presidente del gruppo agenti Generali, è stato espulso dal Sindacato nazionale agenti. Lo si apprende dal documento del Collegio dei Probiviri, che ha preso la decisione il 15 novembre scorso, e da un comunicato del Comitato costituente Nuova Associazione. Cirasola era anche presidente provinciale Sna di Bologna.

I Costituenti, di cui fa parte lo stesso Cirasola, contesta le modalità operative della disposizione e come il provvedimento di espulsione è stato decretato senza neppure inviare all'interessato una formale contestazione o convocarlo per sentire le sue ragioni". Questo modus operandi sarebbe in contrasto con quanto prevede lo statuto di Sna all'articolo 34: "Il Collegio entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso o dell'incarico, procede alla contestazione degli addebiti, compie tutte le indagini che ritiene opportune e, sentiti gli interessati, decide a semplice maggioranza entro sei mesi dall'inizio del procedimento".

L'espulsione comunque precede solo di alcuni giorni la decisione di Cirasola di sfilarsi dal principale sindacato agenti. "Nel rispetto di quanto previsto dall'art. 8 del vigente statuto - si ricorda nella nota - lo scorso 10 novembre, Cirasola aveva già ufficializzato presso la Segreteria di Bologna, anticipandole ai due vicepresidente provinciali, le sue dimissioni irrevocabili, che stamani sarebbero state poi comunicate all'Esecutivo Provinciale e inviate all'Esecutivo Nazionale". Sebbene quindi nei fatti non cambi molto il provvedimento di espulsione, secondo chi l'ha subito, "si presenta come un atto inutile, di violenza gratuita e, in quanto tale, intollerabile e inaccettabile".

Anche su un'altra questione si punta la risposta del Comitato costituente. Il Collegio dei Probiviri ha preso la decisione con un componente collegato in videoconferenza. Questo contrasterebbe con il parere dell'avvocato Martinello che aveva contestato l'uso della videoconferenza per motivi statutari. La nota ricorda inoltre che in forza del parere legale "l'attuale Esecutivo Nazionale ha disdettato un contratto con un fornitore, rimettendoci in termini economici, quando al contrario l'utilizzo del dispositivo avrebbe permesso un considerevole risparmio di spesa".

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