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Il 59esimo congresso dello Sna, a Lazise

Protagonista del primo giorno di lavori la relazione dell’esecutivo nazionale, a cura del presidente Claudio Demozzi (la cui conferma è data per certa)

Il 59esimo congresso dello Sna, a Lazise
Sono in corso i lavori del 59esimo congresso nazionale dello Sna, che si celebra in questi giorni a Lazise (Verona). L’appuntamento, elettivo, si è aperto ieri con la relazione di Claudio Demozzi (la cui riconferma alla presidenza è data per certa) e proseguirà oggi con le sessioni di dibattito tra gli iscritti e l’elezione degli organi statutari, del presidente del suo esecutivo.

Nelle 45 pagine che compongono la corposa relazione sull’ultimo triennio di attività dell’esecutivo nazionale, a cura del presidente, Demozzi ha toccato tutti i principali elementi di cambiamento che in questi ultimi anni stanno impattando nel profondo l’attività degli agenti di assicurazione e l’approccio del sindacato nell’affrontare queste sfide: dal rapporto e la definizione dei limiti tra la contrattazione di primo livello a quella di secondo livello (con particolare riferimento al rinnovo dell’Accordo nazionale agenti, ma non solo) alla rivendicazione dei risultati raggiunti dallo Sna, in particolare  per quanto riguarda la Decontribuzione Sud e Under 36; dalle attività mirate a un maggiore coinvolgimento dei giovani nella vita del sindacato fino all’appello all’unità e alla solidarietà di categoria.  

LA DIFESA DEI DIRITTI ACQUISITI

La distribuzione assicurativa, ha detto Demozzi, “sta vivendo una delle fasi più complesse e critiche della sua storia” con “un progressivo squilibrio nei rapporti di forza tra imprese e intermediari, in modo particolare a livello di contrattazione aziendale”. In questo scenario, troppo spesso, il rischio è che a pagare il prezzo più alto siano proprio le strutture agenziali. “Noi – ha affermato Demozzi – diciamo con chiarezza che tutto questo non è accettabile": né che l’innovazione “venga usata come alibi per comprimere diritti”, e neppure “che la sostenibilità delle imprese venga perseguita scaricando costi, responsabilità e rischi sugli intermediari”. In un contesto storico in cui i diritti acquisiti vengono troppo spesso messi in discussione, “come se fossero vecchi privilegi”, lo Sna vuole ribadire che i diritti “non si concedono” ma “si conquistano e una volta conquistati, non si barattano”. Essere combattivi, ha detto Demozzi, “oggi, non significa essere ideologici o pregiudiziali. Significa essere lucidi”.

CHI NON SI RICONOSCE NELLO SNA NE STIA FUORI

Il presidente dello Sna ha poi sottolineato che chi non intende riconoscere “i nostri consolidati principi sindacali, etici e morali”, le norme gli organi statutari e la linea politica di Sna “non può far parte dello storico, glorioso Sindacato Nazionale Agenti". Anche chi, ha aggiunto, "riteneva di poter beneficiare di corsie preferenziali o di una presunta immunità, magari in forza di una carica elettiva come la presidenza di un gruppo aziendale, ha dovuto prendere atto che nel nostro sistema di rappresentanza non esistono zone franche”. Il caso più recente, non citato esplicitamente nella relazione, è quello a Enrico Ulivieri, presidente del Gaz. 

In un altro passaggio, Demozzi ha ribadito la necessità di “continuare a isolare coloro che scambiano Sna per un autobus, sul quale salire o scendere a ogni fermata per esclusiva utilità personale. Dobbiamo rafforzare il senso di appartenenza, anche tra i presidenti e i dirigenti dei gruppi aziendali, denunciando sul piano politico -come sto facendo ora- e applicando gli strumenti statutari contro i comportamenti che strumentalizzano il sindacato a discapito degli interessi collettivi degli agenti”.

Secondo Demozzi, il pericolo maggiore è rappresentato dalla “arrendevolezza di una categoria agenziale che non riesce più ad indignarsi, neppure davanti a scelte strategiche e modalità operative imposte da talune mandanti, che impediscono agli agenti di svolgere con professionalità il loro mestiere”.

Il presidente dello Sna ha lamentato la “proliferazione di sigle associative fantasma prive di un’effettiva rappresentatività, la cui attività appare prevalentemente funzionale a interessi non chiaramente riconducibili alla tutela collettiva degli iscritti. Ed è evidente che una parte, seppure modesta, della categoria, invece di opporsi a queste dinamiche, contribuisce di fatto a legittimarle”.

I CONFINI TRA CONTRATTAZIONE DI PRIMO E DI SECONDO LIVELLO 

Demozzi è entrato nel vivo di uno dei nodi sensibili per tutti gli agenti: il mancato rinnovo dell’Ana: “fino a che punto siamo disposti a spingerci per difendere i diritti acquisiti? Siamo pronti anche a fermare la contrattazione per il rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti, se il prezzo richiesto per continuarla fosse un arretramento sul fronte delle tutele?”, ha chiesto il presidente auspicando che nel congresso del sindacato “i presidenti dei Gaa intervenissero attivamente nel confronto, esprimendo le proprie valutazioni e contribuendo alla definizione di una rinnovata modalità di collaborazione sinergica tra sindacato e gruppi aziendali, capace di orientare l’azione comune verso obiettivi condivisi e di prevenire arretramenti sul piano dei diritti acquisiti, che sempre più frequentemente emergono nell’ambito della contrattazione di secondo livello”. 

Proprio su quest’ultimo aspetto, Demozzi ha sottolineato che “la contrattazione di secondo livello deve avere esclusivamente funzione integrativa e migliorativa e non può in alcun caso essere utilizzata per negoziare al ribasso i diritti, le garanzie e le condizioni economico-professionali già consolidate, riservandoci ogni conseguente valutazione sul piano politico-sindacale in caso di comportamenti difformi”.

LE BATTAGLIE DEL SINDACATO SU DECONTRIBUZIONE SUD E UNDER 36

Il presidente dello Sna ha quindi parlato dei “risultati impensabili fino a qualche anno fa”, tra cui spiccano “il riconoscimento dei benefici contributivi agli agenti, e a tutti gli intermediari della filiera della distribuzione assicurativa, Decontribuzione Sud e Under 36, inizialmente negati – ha osservato Demozzi – per un’interpretazione arcaica e strumentale della norma, che non riconosceva la netta distinzione esistente tra intermediari professionisti e imprese assicuratrici. Grazie alla nostra intensa, a volte caparbia, azione lobbistica e alle iniziative che abbiamo messo in atto, con l’interessamento dei massimi livelli istituzionali europei e nazionali, il Governo si è ricreduto ed ha accolto la nostra istanza attraverso una specifica disposizione contenuta nella Legge Finanziaria del 30 dicembre scorso”.

I NUMERI DI SNA

Il presidente ha citato i numeri degli iscritti a Sna che nel 2025 risultano stabili ma in leggera crescita (9.925 nel 2025; 9.915 a fine 2024): “negli ultimi dieci anni della mia presidenza alla guida di Sna – ha rivendicato Demozzi – il numero totale degli iscritti è aumentato da 8.659 del 2013 a 9.925 del 2025, segnando uno straordinario +14,6%, a fronte di un mercato di riferimento (iscritti alla sezione A del Rui) che, come sapete, nello stesso periodo si è ridotto di quasi un terzo (-30%)”.

IL COINVOLGIMENTO DEI GIOVANI E IL RUOLO DELLE COLLABORAZIONI ORIZZONTALI

Demozzi ha quindi lanciato un messaggio ai giovani “ai quali il sindacato dovrà riservare ancora più attenzione. Io e la mia squadra – ha annunciato – abbiamo in programma una serie di iniziative, parte delle quali già in fase di progettazione”. Attraverso questo coinvolgimento, ha aggiunto, bisognerà spiegare ai giovani che “dall’analisi dei dati emerge come il mondo della distribuzione assicurativa sia in evoluzione e come si vada verso lo sviluppo di una pluralità di offerta, realizzata anche affiancando, alla modalità agenziale tradizionale, lo strumento della collaborazione orizzontale strategica, non solo più tattica, con altri distributori e verticale con altre imprese (plurimandato), anche dirette (o, sarebbe meglio dire, ex-dirette), il tutto concentrando la differenziazione dagli altri canali distributivi e puntando sugli aspetti propriamente consulenziali”.





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