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Covid-19, Sna scrive all’Ania

In una missiva, il sindacato chiede alle compagnie di fare di più a favore degli agenti, mettendo mano a misure economiche concrete per sostenere le agenzie in questo momento di difficoltà

18/03/2020
Lo Sna scrive all’Ania per chiedere un maggiore impegno da parte delle imprese a favore degli agenti. In una lettera firmata dal presidente Claudio Demozzi, e da Dario Piana, presidente del comitato dei gruppi agenti, il sindacato lamenta il fatto che “le nostre mandanti non hanno attuato alcun intervento economico in favore delle agenzie, nonostante quasi tutti i gruppi aziendali agenti si siano prontamente attivati, in sinergia con il sindacato”. La lettera sottolinea che al di là degli articoli pubblicati sulla stampa nazionale, “e dei roboanti comunicati, non risulta erogato alcun contributo economico che possa essere tecnicamente definito tale”. Secondo gli agenti, le compagnie si sarebbero limitate a “provvedimenti di facciata” come la sospensione della rivalsa per 6-12 mesi, l’anticipo provvigionale o dei premi produttivi, la postdatazione dell’addebito delle partite non tecniche, o la messa a disposizione, per i clienti, di sistemi di pagamento diretto all’impresa.
Secondo lo Sna le compagnie possono fare di più a favore delle agenzie. Nella lettera vengono messe nero su bianco due esempi di intervento economico che a detta del sindacato potrebbero giovare concretamente “al precario equilibrio delle agenzie”. La prima misura utile sarebbe la sospensione incondizionata delle rivalse per almeno un anno, con cancellazione o abbuono delle rate che scadono nel periodo di allarme emergenziale. La seconda misura che a detta del sindacato porterebbe giovamento alle agenzie, è quella di avere un contributo provvigionale straordinario, anch’esso incondizionato, di almeno 10mila euro per agenzia, o pari ad almeno il 50% delle provvigioni maturate negli stessi mesi dell’anno precedente, da erogare per tutto il periodo di emergenza nazionale e senza obbligo di restituzione.
Lo Sna ricorda alle compagnie le difficoltà delle lavoratrici e dei lavoratori delle agenzie, “che in questa fase delicata sono sottoposti all’ansia di un lavoro a contatto diretto con il pubblico, reso più complicato o addirittura sospeso per effetto dei diversi decreti che si sono e si stanno succedendo da alcuni giorni". Lavoratori che "stanno facendo squadra con noi, comprendendo e condividendo le nostre decisioni aziendali”. Questo insieme di circostanze, da un lato “ci permette di affrontare con i giusti strumenti la difficile situazione, garantendo la necessaria continuità aziendale-agenziale", ma dall’altro lato farebbe emergere “la scarsa disponibilità delle imprese a investire sull’unico asset in grado di assicurare, in momenti come questo, la continuità del servizio assicurativo di prossimità ai cittadini che la gran parte degli italiani ancora dimostra di apprezzare”.
La missiva si conclude riconoscendo “la sensibilità dell’Ania e del suo vertice sui temi qui rappresentati”, confidando in un “pronto interessamento” affinché “l’approccio delle compagnie in merito agli stessi possa urgentemente cambiare. Diversamente ci vedremmo costretti a mettere in atto iniziative sindacali di diversa matrice, che non gioverebbero al mantenimento dei buoni rapporti fin qui mantenuti anche con le singole imprese e all’immagine del settore nel suo complesso”.


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