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Cattolica, la battaglia sulla governance

Da un lato alcuni soci dissidenti chiedono un’assemblea straordinaria per riformare lo statuto, dall’altro il cda incassa diversi attestati di fiducia

03/12/2019
I soci di Cattolica Assicurazioni che contestano al cda il ritiro delle deleghe all'ex ad Alberto Minali stringono le fila per chiedere la convocazione di un’assemblea che metta ai voti, in sede ordinaria, la revoca del cda e, in sede straordinaria, una modifica dello statuto che, senza toccare la forma cooperativa, modernizzi la governance della compagnia. L’iniziativa è mossa da Francesco Brioschi e da Massimiliano Cagliero (ad di Banor Sim), e a quanto si apprende stanno raccogliendo il 2,5% del capitale necessario per convocare l’assemblea stringendo una serie di accordi di prestito titoli a favore di Sofia Holding, che dispone direttamente di circa lo 0,7% del capitale. Contattato dall’agenzia Ansa, Brioschi si è limitato a dire che “il nostro scopo è cambiare le cose”, e ha confermato di essere “in contatto con società che ci hanno garantito un prestito titoli”.
Altri due soci dissidenti, l’avvocato Giuseppe Lovati Cottini e l’imprenditore Luigi Frascino nei giorni scorsi si erano già schierati contro la cacciata di Minali: la settimana scorsa, i due sono stati anche ascoltati dalla Consob per presentare all’autorità il manifesto delle loro idee di riforma della governance di Cattolica.
La volontà di apportare cambiamenti nello statuto, secondo quanto riferito dall'agenzia Radiocor, sarebbe finalizzata a modificare in particolare le norme della governance che riguardano il limite di età anagrafica e il numero massimo di mandati per alcune cariche chiave, tra cui quella di presidente (quello attuale, Paolo Bedoni, è in carica dal 2006).
Non si possono escludere, inoltre, prese di posizione anche da parte di altri due azionisti importanti: uno è Palladio (che detiene una quota di poco superiore al 2% della compagnia), l'altro è la Fondazione Cariverona (che nei giorni scorsi era scesa dal 3,4% al 2,97%), che a caldo aveva commentato come “inaspettata” la scelta del board di ritirare le deleghe a Minali.
Ora si attendono le mosse ufficiali dei soci dissidenti. Una volta presentata la richiesta, la convocazione dell'assemblea dovrà essere esaminata dal consiglio di amministrazione di Cattolica. Una è già previsto per giovedì 5 dicembre e un'altra è convocata per il 19, ma considerati i tempi tecnici la riunione potrebbe tenersi a inizio febbraio.

Gli attestati di stima delle associazioni e degli agenti

Sul fronte opposto, dalla base dei soci e dalla rete territoriale di Cattolica arrivano messaggi di supporto al cda. Dopo il plauso del Gruppo agenti Cattolica, attraverso una lettera inviata la scorsa settimana dal presidente Donato Lucchetta, è arrivata lettera aperta apparsa sui quotidiani locali da parte di due associazioni legate a Cattolica, Asscat, rappresentata da Maurizio Messina, e da Valorizziamo Cattolica, presieduta da Luigi Spellini, in cui si evidenziava quanto fosse stato fondamentale rafforzare, con la decisione del cda, il sistema di governance monistico, fondato sui valori e i principi cooperativi.  Nelle giornate successive sono giunti anche ulteriori endorsement rivolti al presidente Bedoni e al cda della compagnia. In primis Apical, associazione per investitori della Società Cattolica di Assicurazione della Liguria, che attraverso il presidente Emilio Paolo Pontali ha sottolineato "la concretezza della gestione e dell’operato del consiglio di amministrazione che, pur in tempi complessi, ha operato per remunerare il capitale di rischio con significativi dividendi e consolidando al tempo stesso il solco della tradizione ultracentenaria della società". Sul legame con il mondo religioso e sulla sua valorizzazione da parte dei vertici della compagnia si è invece soffermata Insieme per Cattolica, associazione piemontese che ha pienamente aderito alla decisione del cda in una lettera firmata dal presidente Michele Demichelis.

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