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Post-Minali, la lettera del Gaa Cattolica e le parole di Bedoni

Il numero uno del gruppo agenti, Donato Lucchetta, ha scritto ai vertici rinnovando la fiducia. Il presidente della compagnia ha invece parlato in un’intervista all’Arena

11/11/2019
Il Gruppo agenti Cattolica, in una lettera inviata ai vertici della compagnia, esprime “totale rispetto per la scelta operata a grandissima maggioranza” di sfiduciare l’amministratore delegato Alberto Minali. Il presidente della rappresentanza, Donato Lucchetta (nella foto, a sinistra), plaude “alla tempestività, concretezza e qualità del contenuto del comunicato, estremamente chiaro e senza fronzoli del direttore generale Carlo Ferraresi, che ricevute le deleghe operative della società, ha richiamato i principi e i valori fondanti, ineludibili, della nostra compagnia, a cui tutti noi ci ispiriamo e in forza dei quali operiamo”. Inoltre, conclude, “registro con grandissimo apprezzamento la sua chiarezza e l’indiscutibile, finalmente chiara e non interpretabile, presa di posizione circa la centralità della rete agenziale quale caposaldo della struttura distributiva di Cattolica”. Infine, Lucchetta dice di auspicare “che il nuovo corso della società, prosegua senza esasperazioni nel progetto di progressivo e veloce programma di rinnovamento delle dinamiche e dei processi distributivi previsti dal piano, evitando pro futuro eccessive fughe in avanti, rappresentate da operazioni, magari all’insegna del rinnovamento, di evoluta finanza speculativa”.
Anche il presidente di Cattolica, Paolo Bedoni (nella foto, a destra), ha espresso il suo punto di vista nell’intervista pubblicata ieri dal quotidiano veronese L’Arena. “L’identità della società – ha spiegato – è la nostra spina dorsale, il baluardo che ci ha permesso di restare sul mercato. Non intendiamo sacrificare i conti per nessuna ragione, ma nemmeno rinunciare all’attenzione alla persona, al rispetto dei soci e degli azionisti, al valore del territorio non in maniera astratta ma per l’economia e la società che esprime”.
Sulla revoca delle deleghe all’ex amministratore delegato, Alberto Minali, il presidente ha chiarito che si tratta di "una decisione quasi unanime del consiglio di amministrazione, che ha stabilito di ritirare le deleghe al consigliere delegato. Non è uno scontro personale". Il presidente di Cattolica, che venerdì ha presentato i conti del terzo trimestre, si è concentrato sull’andamento positivo della compagnia "nonostante le condizioni avverse del mercato, nazionale e internazionale", confermando di godere della fiducia degli investitori, oltre che dei soci e degli agenti della società.
Rispetto alla governance, Bedoni ha ricordato che, dal suo arrivo, la compagnia si è profondamente innovata. "Cattolica si è aperta al mercato, ha adottato il sistema monistico, ha ridotto il numero dei consiglieri di amministrazione, ha introdotto i comitati di controllo interno e soprattutto aperto il capitale ad azionisti e fondi. Abbiamo insomma aperto al mercato, ci siamo avvicinati al modello della spa con una governance innovativa. E su questo ci siamo confrontati con tutti, anche con le liste di minoranza e con coloro che erano critici".  
Bedoni ha anche risposto ai due soci che, pochi giorni fa, hanno richiesto di modificare lo statuto della compagnia: "l’attuale, che indica chiaramente anche i tempi dell’assemblea e del rinnovo delle cariche, è stato approvato nel 2018 ed è operativo da aprile scorso. Se vogliamo migliorarlo ancora siamo pronti. Abbiamo fatto quasi 100 tra assemblee e incontri con i soci: per esperienza credo che per tutelare una istituzione come Cattolica, che è società quotata sul mercato, occorre agire nei modi previsti dallo statuto".
Nell’intervista, Bedoni ha inoltre annunciato che "nei prossimi giorni il direttore generale Carlo Ferraresi, che gode della piena fiducia del cda, sarà a New York per incontrare la comunità finanziaria internazionale e gli investitori", ribadendo che "il piano industriale va avanti e non cambia".


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