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Unipol pronta a cedere brand dopo la fusione con Fonsai

Anche Mediobanca è disponibile a neutralizzare alcune partecipazioni

Unipol pronta a cedere brand dopo la fusione con Fonsai hp_stnd_img
Unipol è pronta ad attuare tutti i provvedimenti per ottemperare alle richieste dell'Antistrust, al fine di proseguire e completare la fusione a quattro con Premafin, Fonsai e Milano Assicurazioni. E' quanto ha fatto sapere Unipol Gruppo Finanziario ieri sera. Le Coop sono pronte a garantire il rispetto della concorrenza e del mercato, sia attraverso la futura cessione di uno o più brand facenti parte del Gruppo Fondiaria-Milano Assicurazioni, sia mediante l'adozione di opportune misure tese a sterilizzare i legami partecipativi in essere con altri soggetti coinvolti nel richiamato progetto di integrazione".

Anche Mediobanca, principale architetto dell'operazione, è pronta a neutralizzare le partecipazioni incrociate, nella Grande Unipol. Oggi il collegio, presieduto da Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Antitrust, che ieri ha visto Carlo Cimbri e Alberto Nagel, ad di Unipol e di Mediobanca, e che lunedì aveva visto i vertici di Premafin, si riunirà per decidere a quali atti si debba applicare la sospensiva.

In ballo c'è, come si sa, il salvataggio di Fonsai. Qualora l'Antitrust bloccasse i concambi tra Unipol e la compagnia dei Ligresti e la possibilità per l'assemblea di Premafin di deliberare il prossimo 17 maggio l'aumento di capitale riservato a Unipol, l'operazione potrebbe precipitare e spalancare le porte all'aumento stand alone di Fonsai. E in campo tornerebbero Arpe e Meneguzzo, dei fondi Sator e Palladio che dirotterebbero il 400 milioni da Premafin e Fonsai.

"Siamo confidenti che si possa procedere celermente all'operazione", ha detto ieri Cimbri, facendo il paio con Nagel, che ha ribadito la "disponibilità a sterilizzare e a vendere nei tempi convenuti con l'Autorità ogni partecipazione in Fonsai e Unipol". Il problema per l'autorità riguarda l'atavico ruolo di Mediobanca quale controllante de facto e primo azionista di Generali. Inoltre Piazzetta Cuccia, già pesantemente in credito per 1,5 miliardi di euro con il futuro aggregato, e parte del consorzio di banche, garantirebbe l'eventuale inoptato degli aumenti di capitale.

Intanto Premafin ha allertato le banche attraverso una lettera a Unicredit chiedendo la disponibilità degli istituti creditori della holding dei Ligresti, ad accettare l'intervento di altri investitori, per salvare la società, nel caso in cui l'accordo con Unipol non dovesse andare in porto.

L'altro capitolo riguarda la giustizia. Il 13 giugno si terrà l'udienza sulla richiesta di fallimento di Sinergia e Imco, le holding della famiglia Ligresti. Il debito delle scatole finanziarie ammonta a 400 milioni, ma i legali dicono di avere già pronto un piano di ristrutturazione condiviso dalle banche.


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