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Isvap, mancano 125 milioni di euro nelle riserve sinistri di Fonsai

Nel prospetto informativo sull'aumento chieste spiegazioni sul bilancio 2011

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L'Isvap ha chiesto a Fonsai e a Milano Assicurazioni un aggiornamento delle informazioni riguardo le riserve sinistri del ramo Rc Generale, iscritte nel bilancio al 31 dicembre 2011. La richiesta è avvenuta il 3 luglio scorso e la si apprende ora dal prospetto informativo sull'aumento di capitale da 1,1 miliardi di euro, reso pubblico nella notte dalla Vigilanza. L'Istituto presieduto da Giancarlo Giannini evidenzia per Fondiaria Sai, una possibile carenza sulle generazioni 2001-2009 di circa 64 milioni di euro, pari al 9% della relativa riserva di bilancio (circa 5% sulle riserve complessive del ramo)"; mentre per la Milano la carenza sarebbe di circa 61 milioni, pari al 7% delle relative riserve".

Fonsai, comunque, nelle more della predisposizione delle risposte alle richieste, precisa "di aver condotto nel bilancio 2011 una politica di rafforzamento delle riserve" il cui "effetto è stato un incremento delle riserve sinistri di bilancio 2011 rilevante rispetto all'analogo importo riservato nell'esercizio 2010". Inoltre, dicono dalla società, nella trimestrale a marzo 2012, le riserve residue si rafforzano per 50 milioni di euro.

Al rischio di dover rivedere le riserve si aggiungono le conseguenze del fallimento di Sinergia e Imco e gli effetti straordinari del sisma in Emilia, che ''potrebbero avere un impatto anche significativo'' sui risultati del 2012 di Fonsai. Nel prospetto informativo, per quanto riguarda gli effetti del sisma in Emilia, si legge che ''non sono ancora stati oggetto di puntuale quantificazione'' poichè ''al momento risulta difficile accedere ai luoghi coinvolti al fine di effettuare le opportune perizie''. 

Verso Sinergia e Imco Fonsai è esposta per 230 milioni, di cui 219,5 milioni sono rappresentati da crediti chirografari che non attribuiscono ''alcun diritto di prelazione''. In relazione a questi crediti, Fonsai ha accantonato però 61 milioni quando ha dovuto riapprovare la trimestrale, all'inizio di luglio. La compagnia non esclude ''che in futuro, anche in funzione dell'andamento della procedura fallimentare, sia necessario procedere ad ulteriori interventi di svalutazione''. Inoltre le due holding fallite hanno chiesto il pagamento di circa 30 milioni di euro per lavori e varianti non formalizzate nei piani originari. Richieste che ''sono ritenute non fondate'' da Fonsai ma per cui la società non può escludere di dover ''procedere ad eventuali pagamenti''.

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