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Generali supera il 95% di Cattolica: la compagnia verso il delisting

Il Leone di Trieste ora eserciterà il diritto di acquisto sulle azioni ancora circolanti a 6,75 euro per ciascuna azione ordinaria

Generali supera il 95% di Cattolica: la compagnia verso il delisting hp_wide_img
Il gruppo Generali ha comunicato ieri sera di aver superato la soglia del 95% del capitale di Cattolica. Il Leone di Trieste in questo momento detiene esattamente il 95,112% della controllata. Come già indicato nel documento informativo dell’operazione,

Generali ora eserciterà il diritto di acquisto sulle azioni ancora circolanti a 6,75 euro per ciascuna azione ordinaria di Cattolica.
Il periodo di presentazione delle richieste di vendita si concluderà il 29 luglio, salvo proroghe, e il corrispettivo sarà pagato agli aderenti alla procedura in data 5 agosto. Nel complesso l’operazione, tra Opa a e acquisti successivi, si stima costerà a Generali tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro.

Dal momento che è stata raggiunta la soglia per lo squeeze out (il procedimento in base al quale, in seguito alla promozione di un’Opa totalitaria, l’offerente può avvalersi del diritto di acquisto delle azioni residue) il passo successivo sarà il delisting della compagnia veronese da Piazza Affari, previsto per il 12 agosto. La compagnia veronese viaggia verso una fusione per incorporazione in Generali, mantenendo comunque il proprio brand.

Ancora aperta la partita in cda

Mentre il percorso per l’integrazione di Cattolica procede, sul fronte interno non si attenuano le frizioni interne al cda di Generali, innescate dalle dimissioni di Francesco Gaetano Caltagirone dal board. È ancora stallo sul nome del consigliere che dovrà prenderne il posto, attingendo all’elenco dei non eletti della lista di minoranza, che fa capo all’ingegnere romano. Lo scorso 7 giugno era stata nominata Roberta Neri, primo nome dei non eletti, ma proprio i due rappresentanti di minoranza (Flavio Cattaneo e Marina Brogi) avevano votato contro, seguendo un’interpretazione letterale dello statuto della compagnia, che prevede la sostituzione di un consigliere con uno dello stesso genere: quindi, in questo caso specifico, con un altro uomo.

Venerdì scorso si è tenuta una nuova riunione del comitato nomine, e la situazione resta sospesa. Seguendo l’ordine della lista Caltagirone, i nomi successivi sono quelli di Claudio Costamagna (che si è detto indisponibile) e di Luciano Cirinà. Ed è proprio l’ex responsabile di Generali per l’Europa centro orientale, licenziato dalla compagnia, la persona prescelta dalla lista di minoranza. Un nome che però è fortemente divisivo, essendo in causa con la compagnia in seguito al suo licenziamento, e che la maggioranza del board considera irricevibile. Il presidente Andrea Sironi sta provando mediare tra le varie posizioni in vista della prossima riunione del comitato nomine, fissata per venerdì 15 luglio.


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