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Cattolica, i recessi a quota 11,64% del capitale

Ben al di sotto di quota 20%: ora la strada è in discesa per la partnership con Generali

09/10/2020
Il numero delle azioni Cattolica oggetto di diritto di recesso non supera il limite del 20% meno un’azione del totale delle azioni emesse dalla società e quindi rappresentanti il totale del capitale sociale alla data della delibera di trasformazione. Questa soglia era “la condizione prevista dalla delibera di trasformazione in spa del 31 luglio 2020 per la relativa efficacia ed esecuzione”, spiega un comunicato di Cattolica diffuso nella serata di ieri. In altre parole, via libera all’aumento di capitale della società e all’avvio della partnership con il gruppo Generali.

Il termine per il diritto di recesso per i titolari di azioni Cattolica e per i soci che lo scorso 31 luglio non hanno approvato la trasformazione da cooperativa a Spa è scaduto il 24 settembre scorso.  Allo stato attuale, rivela il gruppo veronese, il diritto di recesso è stato esercitato per 20.294.811 azioni ordinarie di Cattolica, rappresentanti l’11,64% del capitale sociale ordinario, per un controvalore complessivo pari a 111.012.616,17 euro calcolato al valore di liquidazione di euro 5,47 per ciascuna azione. “Il dato è suscettibile di marginali aggiustamenti a seguito delle opportune verifiche sulle comunicazioni ricevute”, precisa la società. Le azioni oggetto di recesso verranno offerte in opzione agli altri soci in proporzione alle azioni da ciascuno di essi possedute.

Altro passo avanti verso la partnership con Generali sono gli accordi attuativi, come previsto dall’accordo quadro tra la compagnia veronese e il Leone di Trieste il 24 giugno 2020. Cattolica inoltre ha informato che tali accordi attuativi sono stati sottoscritti il 5 e il 6 ottobre, e riguardano le sinergie industriali e commerciali tra i relativi gruppi. “Si è così verificata una ulteriore condizione sospensiva prevista per l’esecuzione del medesimo accordo quadro”, precisa la nota di Cattolica, ricordando infine che “resta pendente l’autorizzazione di Vigilanza relativa alla pubblicazione del prospetto informativo per l’aumento di capitale quale deliberato dal consiglio di amministrazione della società in data 4 agosto 2020.

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