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Osservatorio auto Aiba: nel 2011 le tariffe Rc auto sono aumentate del 3,7%

Paparella, indispensabile incentivare la concorrenza del mercato

29/02/2012
Le tariffe Rc auto sono aumentate, ma sensibilmente meno rispetto allo scorso anno. Tramite una comparazione delle proposte del mercato si può risparmiare fino a 436 euro. Rincari più consistenti per le assicurazioni telefoniche e on line. Mobilità dei clienti al 6% contro il 22% degli altri Paesi europei. L'annuale Osservatorio Auto realizzato da Aiba, Associazione italiana broker di assicurazione e riassicurazione, e presentato oggi a Milano, fotografa la situazione complessiva del settore e mette a confronto tariffe e categorie di utenti. L'incontro organizzato in collaborazione con Iama consulting, società di consulenza specializzata nel mercato assicurativo, è stata l'occasione per fare il punto sul trend dei principali parametri di settore e sulle novità previste dal decreto liberalizzazioni. 

Il presidente di Aiba Francesco G. Paparella ha affrontato nel dettaglio i dati più rilevanti raccolti da check-it-auto, lo strumento professionale usato dai broker dell'associazione per comparare tariffe, ma anche condizioni e contenuti specifici delle coperture offerte dalle diverse compagnie. Ne emerge che "Il premio medio pagato dai consumatori italiani per acquistare una polizza Rc Auto a fine 2011 è stato di 734 euro, pari a un aumento del 3,7% rispetto al 2010. Il tasso di crescita annuo delle tariffe è decisamente inferiore al +12,2% riscontrato un anno fa".

Per quanto riguarda la redditività del ramo Rc auto, nel 2011 la raccolta premi è cresciuta del 4,9% rispetto al 2010 arrivando a 17,821 miliardi di euro, grazie anche alla riduzione della frequenza dei sinistri (-0.9% nei primi nove mesi 2011). Complessivamente però le compagnie continuano a perdere: a fine 2011 su ogni 100 euro incassate, venivano spesi 101,8 euro, rispetto ai 105,7 euro del 2010. Diminuisce il vantaggio competitivo delle compagnie dirette, telefoniche e on line: a fine 2011 l'incremento medio dei premi applicati da queste compagnie (+11,9% a 610 euro) è stato superiore a quello delle compagnie tradizionali (+3,5% a 745 euro). 

Il presidente ha poi sottolineato come un attento confronto fra i differenti prodotti assicurativi può portare a un risparmio fino a un massimo di 436 euro. A livello nazionale il "guidatore virtuoso" (impiegato di 40 anni; Fiat Bravo 1.4 Dynamic, da più anni in Cu 1 senza sinistri da 6 anni) ha pagato in media 629 euro, ovvero il 2,9% in più rispetto al 2010. Altro dato significativo è il fenomeno tutto italiano della scarsa mobilità dei clienti. Nel 2011 la percentuale di assicurati che ha cambiato compagnia è stata del 6%, in deciso calo rispetto al 10,1% del 2010, e comunque molto inferiore alla media europea del 22%.

Paparella ha definito le norme previste dal decreto Cresci Italia attualmente in discussione al Senato "condivisibili per gli obiettivi originari di aumento della concorrenza", per quanto "talune diposizioni appaiono inefficaci". "Per produrre benefici reali ai consumatori - ha spiegato Paparella - è indispensabile incentivare la concorrenza del mercato, consentendo una reale competizione tra differenti intermediari. Analogamente a quanto avviene in Europa, va stimolata la comparazione prima della sottoscrizione della polizza, non solo dei prezzi, ma anche delle varie garanzie offerte dalle polizze, compresa la presenza di esclusioni e clausole di rivalsa totali o parziali". 

Infine Aiba si è detta favorevole alle scatole nere, ma ha sottolineato come sia "inaccettabile che i costi di disinstallazione ricadano sui consumatori che vogliono cambiare compagnia, perché significa mettere un ulteriore ostacolo alla concorrenza".

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