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Chi ha paura della responsabilità civile in Usa

Come gestire un sistema giudiziario caratterizzato da istituti giuridici molto distanti dalla nostra cultura, con meno obblighi ma con gravi conseguenze, soprattutto in termini di risarcimenti esorbitanti

13/07/2012
Giocheremmo al football americano con la semplice divisa del calcio nostrano?
Senza casco né protezioni a spalle e ginocchia, rischieremmo di farci molto male, eppure questi due sport si somigliano nel nome (perciò gli americani chiamano il nostro calcio soccer", per non confonderlo con il loro).
Anche la forma del pallone e le regole del gioco sono assai diverse: nessuno di noi, dunque, si azzarderebbe a cimentarsi nel football americano, senza difese adeguate.
Tuttavia, ci capita spesso di confrontarci con le problematiche della responsabilità civile in USA, come se si trattasse dello stesso sistema, pure assai complesso, che conosciamo nel nostro Paese.
E invece le regole del gioco oltre oceano sono assai differenti. Ad esempio, pensiamo all'apparato americano come ad una entità unica, ma abbiamo a che fare con 50 Stati diversi, ciascuno con legislazione, giurisprudenza e dottrina indipendente. Gli orientamenti di ciascuno Stato sono ben noti agli operatori e i reclamanti hanno l'opportunità di scegliere la Corte competente, mettendo in pratica un vero e proprio "forum shopping", che permette loro di ricercare l'orientamento ritenuto più favorevole per la causa che intendono affrontare.
Ma non è questo il solo aspetto di cui bisogna tener conto quando, ad esempio, esportiamo i nostri prodotti negli Stati Uniti d'America.

MENO REGOLE MA "PUNIZIONI" ADEGUATE
Ci è capitato di sottolineare in altre occasioni come il sistema americano non preveda un complesso di regole tanto articolato da svolgere un'azione preventiva nei confronti del danno. Il principio ispiratore è piuttosto improntato all'applicazione di una "punizione" adeguata, nel caso in cui l'operatore o il produttore non rispettino tutte le norme necessarie alla salvaguardia dell'integrità e della salute del destinatario finale del prodotto. Non esiste, insomma, un gran numero di regole che controllino l'accesso a questo mercato, ma è necessario saper dimostrare di aver preso tutte le precauzioni possibili perché l'eventuale danno non si verificasse, sostituendosi in qualche modo all'articolato complesso di regole che nel nostro sistema si frappongono tra il produttore ed il consumatore, garantendo l'incolumità di quest'ultimo.
In quest'ottica, ad esempio, riveste un ruolo centrale l'accuratezza delle istruzioni per l'uso di ogni articolo venduto. Infatti, l'assenza di quella particolare indicazione che avrebbe potuto evitare il verificarsi di un evento dannoso, per quanto banale essa fosse, sarebbe certamente presentata a detrimento del produttore, in una causa intentata contro di esso.

LA GESTIONE DELLE CAUSE NEGLI USA
Esistono società specializzate nell'agevolare la vendita nel mercato statunitense di prodotti provenienti dall'estero, le quali sono in grado di fornire tutti i consigli utili per adeguare prodotto, confezione ed istruzioni all'ottica locale, evitando spiacevoli conseguenze dovute a sviste o a semplice ignoranza. E tutto questo, comunque, può non bastare.
Bisogna tener conto del fatto che in USA, almeno in prima istanza, è una giuria popolare a decidere gli esiti di una causa, il che conferisce un peso enorme al fattore umano ed emozionale, all'interno del procedimento. A sottolineare l'importanza attribuita a questo aspetto da parte del legislatore, le giurie popolari sono state dotate di un'arma estremamente efficace e tristemente nota: "i punitive and exemplary damages".
Si tratta in pratica di una sorta di ammenda aggiuntiva, il cui importo può essere del tutto sproporzionato rispetto al pregiudizio inflitto, che viene comminata al convenuto reo di aver compiuto un'omissione particolarmente infamante o ritenuta potenzialmente molto pericolosa per la comunità. L'applicazione di questo particolare istituto giuridico, considerato anticostituzionale nella maggior parte dei paesi occidentali, ha consentito ad alcuni risarcimenti di raggiungere cifre da capogiro, nell'ordine di centinaia e centinaia di milioni di dollari, e costituisce uno dei principali punti di divergenza tra il nostro sistema giuridico e quello d'oltre oceano. Trattandosi di una forma di ammenda, l'importo ad essa relativo non sarebbe risarcibile dalle polizze di responsabilità civile, anzi in molti stati dell'Unione è chiaramente vietato assicurare i "Punitives". Dal momento, però, che essi concorrono all'ammontare complessivo del risarcimento e che su tale importo vengono conteggiati i cospicui onorari degli studi legali (parliamo in media di cifre intorno al 30-35% del risarcimento totale), possiamo immaginare che questo particolare aspetto giochi un ruolo importante nella scelta del foro competente da parte dei legali del reclamante.
Si aggiunga a tutto questo l'effetto amplificatore di un altro istituto giuridico di cui abbiamo avuto modo di parlare, le Class Actions, e si comprenderà immediatamente quanto ostile possa rivelarsi l'ambiente nordamericano, in caso di disputa legale, per chi non fosse adeguatamente preparato. E spiega pure come mai le dinamiche della responsabilità civile in USA rappresentino un vero e proprio rompicapo (ed anche uno spauracchio!) per gli assuntori casualty in tutto il mondo.
In realtà, al di là dell'impressione destata dai cosiddetti mega-risarcimenti che caratterizzano questo mercato, la questione potrebbe ridursi ad un principio in fondo semplice: per giocare a questo gioco è necessario conoscerne le regole, non sottovalutarne i rischi ed ed essere in grado di fronteggiarli muniti delle opportune protezioni.



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