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Un concreto esempio di inutile sforzo

Nello stesso giorno sono state discusse in due Commissioni parlamentari distinte due differenti proposte relative al trattamento legislativo del danno alla persona: perché una tale dispersione di energie?

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Il nostro Parlamento si appresta ad approvare la legge di Stabilità dei nostri conti pubblici per l'esercizio economico venturo (2014). Tra emergenze economiche, sostenibilità della spesa pubblica e rilancio dell'economica, sta trovando un inatteso spazio anche la possibile regolamentazione del sistema di risarcimento del danno alla persona come codificato nel nostro Paese, reso operativo e sistematico dalla giurisprudenza di legittimità e di merito.
Si sostiene, infatti, da più parti che vi sia oramai una incidenza diretta tra il quantum che viene risarcito alle vittime di un illecito che subiscano un danno alla salute o ad altri beni primari della persona, e il conto economico che lo Stato e la collettività devono pagare per sostenere tale sistema risarcitorio.
Il canale attraverso il quale il costo dei sinistri (specie quelli da incidente stradale e da medical malpractice) si riversa sui conti pubblici, neanche a dirlo, sono le imprese di assicurazione che, risarcito il danno, traducono la spesa in premi assicurativi, che a loro volta incidono sulla spesa pubblica (si pensi ai premi che devono sostenere le aziende ospedaliere per assicurare il proprio rischio professionale), ovvero sulla collettività (il costo delle polizze Rc auto).
La disciplina del risarcimento del danno alla persona si riscopre così (e non è la prima volta) strumento di contenimento della spesa sociale e campo di azione per la salvaguardia dei conti pubblici.

STESSA MATERIA, DUE PROVVEDIMENTI

Tale attenzione legislativa ha portato oggi a due diverse iniziative del tutto disomogenee fra loro che, per una coincidenza legata alle agende dei lavori parlamentari, sono state oggetto di approfondimento nelle audizioni tecniche dello stesso giorno (il 14 novembre).
La prima presso la VI Commissione permanente Finanze, con a tema le audizioni dei rappresentanti delle associazioni nazionali di vittime della strada in ordine alla cosidetta Risoluzione Gutgeld ed altri, che contiene la proposta di istituzione di meccanismi risarcitori del danno alla persona e misure di contenimento dei prezzi delle polizze.
Poco distante, la Commissione Giustizia ha svolto l'audizione di Damiano Spera, magistrato del Tribunale di Milano (curatore delle note tabelle di risarcimento) e di altri esponenti del mondo forense e giudiziario, come la professoressa Emanuela Navarretta.
Ciò nell'ambito dell'indagine conoscitiva in merito all'esame della proposta di legge recante disposizioni concernenti la determinazione e il risarcimento del danno non patrimoniale.
Due iter parlamentari destinati, in ottica finale, a generare due provvedimenti aventi a oggetto la stessa materia, quella del sistema di risarcimento del danno alla persona, e finalizzati ad approdi del tutto inconciliabili fra loro.

UNA PROPOSTA CHE RIDUCE I RISARCIMENTI

Il primo infatti (la Risoluzione Gutgeld + a. in Commissione Finanze) propone di accelerare l'iter delibativo del Dpr contenente la Tun (o tabella unica nazionale dei risarcimenti) che consenta il superamento delle tabelle risarcitorie elaborate dall'Osservatorio della del Tribunale di Milano", ma non solo. La Risoluzione, infatti si propone di incidere su altri aspetti che "contribuscono alla determinazione dei prezzi elevati delle assicurazioni", tra i quali l'adozione delle tabelle dei danni a favore dei familiari delle vittime per la morte del congiunto.
In buona sostanza, la risoluzione propone di introdurre per legge dei criteri risarcitori aventi a oggetto le principali categorie di danno alla persona che riducano sensibilmente (almeno nel contesto della colpa da Rc auto e nella responsabilità medica) le erogazioni per le imprese di assicurazione rispetto a quelli che oggi sono i parametri adottati attraverso le tabelle del tribunale di Milano.
Su questo specifico aspetto, le audizioni del giorno 14 hanno registrato la chiara e prevedibile posizione contraria delle principali associazioni delle vittime di sinistri stradali.

UN PROPOSTA PER LA MAGGIORAZIONE DEL RISARCIMENTO FINO AL 50%

Di tutt'altro genere l'audizione resa nel contesto della indagine conoscitiva legata alla proposta di legge di iniziativa parlamentare presentata il 28 maggio scorso (n. 1063 - Bonafede e altri) ove, tra altre cose, si propone di acquisire le tabelle di Milano a parametro di risarcimento del danno con addirittura una maggiorazione per personalizzazione in misura fino al 50%.
Quale provvedimento vedrà la luce di una codifica normativa? L'abolizione dei parametri tabellari odierni (al grido della non sostenibilità economica del sistema)? Oppure una ridefinizione dei principi risarcitori con l'elevazione a norma dello Stato della tabella del tribunale di Milano?
Due provvedimenti inconciliabili, discussi in commissioni parlamentari diverse e non coordinate fra loro. In buona sostanza la perfetta metafora di un dialogo fra mondi lontani che si ignorano e che vagano (spesso spinti da venti consociativi non sempre limpidi) verso approdi distanti.

Filippo Martini, Studio Legale MRV






Filippo Martini

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