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L’Asia guida l’aumento delle insolvenze

Cina e India le più pericolose, ma la situazione riguarda quattro paesi su cinque tra quelli analizzati nel Global Insolvency Report di Euler Hermes

24/01/2020
Anche nel 2020 l’export risentirà delle insolvenze, fattore in crescita per il quarto anno consecutivo: lo rileva il Global Insolvency Report di Euler Hermes, studio realizzato su 44 Paesi e l’87% del PIL mondiale, secondo cui nel 2019 le insolvenze di impresa sono cresciute del 9% in particolare per l’aumento dei casi in Cina (+20%) e, in misura minore, dell’inversione di tendenza in Europa Occidentale (+2%) e Nord America (+3%).
Le motivazioni addotte dagli esperti per questo trend mondiale riguardano uno slancio economico moderato anche se a lunga gittata nel settore industriale e l’impatto negativo delle controversie commerciali e delle incertezze economiche e sociali. Nell’anno in corso, l’azione delle politiche monetarie non sarà sufficiente a bilanciare gli effetti negativi di una domanda debole, competizione sui prezzi e crescita dei costi di produzione.
In previsione di un +6% a livello mondiale, i mercati dove la crescita delle insolvenze sarà maggiore sono asiatici, e in particolare la Cina (+10%) e l’India (+11%), mentre in Europa occidentale si verificherà una crescita minore ma generalizzata: uno dei principali rischi di questo scenario è l’effetto domino delle grandi insolvenze, che colpendo in proporzione molti fornitori aumentano il rischio per tutto il sistema.
In Italia nel 2019 le insolvenze di azienda hanno registrato nel terzo trimestre una crescita del 6% (anno su anno) per la prima volta dalla fine del 2015, con un rimbalzo in particolare nel commercio (+14% anno su anno), nel manifatturiero (+13%) e nei servizi (+8%). Per il 2020 risentiranno meno del problema le imprese orientate all’esportazione e le commodity, mentre soffriranno le costruzioni, l’automotive, i trasporti e l’elettronica.

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