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Clima, nazionalismo e cyber i trend di rischio 2019

È stato presentato oggi il Global Risk Report 2019 realizzato dal World Economic Forum, nel quale si evidenzia come l’indebolimento della cooperazione internazionale metta a rischio la capacità di combattere i rischi globali

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È stato presentato oggi a Londra il Global Risk Report 2019 del World Economic Forum, realizzato in collaborazione con Zurich e Marsh. Il documento fa da sfondo ai lavori del WEF, al via il 22 gennaio prossimo a Davos. Due i trend di rischio maggiori che gli analisti intravedono per l’anno in corso: il deterioramento delle relazioni internazionali e l’inasprirsi dei rischi legati al clima, ai quali si aggiunge la preoccupazione per un’evoluzione dell’interconnessione le cui minacce non sono ancora pienamente conoscibili. 

Il documento, che include i risultati del Global Risks Perception Survey (che misura la percezione attraverso le interviste a circa 1.000 esperti e decision-maker), evidenzia che se il 2018 è stato caratterizzato da un rapido deterioramento delle condizioni economiche e geopolitiche, il 2019 si presenta in continuità, con la crescita rallentata dalle tensioni geo-economiche e la previsione di un indebolimento delle normative e degli accordi commerciali multilaterali. 
Nella classifica che identifica i trend più rilevanti, si colloca al primo posto il cambiamento climatico, seguito dall’aumento della dipendenza cibernetica, al terzo posto i rischi connessi alla crescente polarizzazione della società, poi quelli legati all’aumento della disparità di reddito e di ricchezza, per chiudere al quinto posto con il crescente nazionalismo.

Crisi economica e aumento dei nazionalismi in contrapposizione alla globalizzazione mettono in evidenza quella che il report definisce un “ordine mondiale multiconcettuale”, in cui assumono importanza le differenze sui valori fondanti in contrapposizione ad un’ottica e ad obiettivi condivisi.
I rischi ambientali si confermano tra i più temuti in termini di impatto: in questa classifica occupano 4 delle prime cinque posizioni. Oltre alle conseguenze degli eventi meteorologici estremi e delle catastrofi naturali, preoccupa gli analisti l’impatto del fallimento delle misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Gli eventi meteorologici estremi, il fallimento delle misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e le catastrofi naturali gravi, occupano nell’ordine anche i primi tre posti della classifica dei rischi più rilevanti in termini di probabilità, seguiti da due rischi tecnologici come il grave incidente di frode o furto di dati e gli attacchi informatici su vasta scala.

Nel report si evidenza il ruolo dei finanziamenti insufficienti nel rendere più vulnerabile la società nel suo complesso, e l’individuo nel particolare, sia ai rischi ambientali che a quelli legati all’innovazione tecnologica. Il documento dedica attenzione, infatti, anche all’individuo e all’impatto che le trasformazioni globali in corso - sociali, tecnologiche o lavorative - hanno in termini di benessere personale ma anche, di conseguenza, sulla coesione sociale e sulla propensione del singolo a condividere una propensione alla cooperazione politica con le altre nazioni.

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