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Ecco lo stato dell'arte sull'Rc sanitaria

Ivass e Ania hanno elaborato una rilevazione completa sull'andamento di questo segmento assicurativo in Italia tra il 2010 e il 2016

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Per la prima volta l’Ivass ha realizzato un bollettino statistico ufficiale che fotografa lo stato dell'arte sull’Rc sanitaria in Italia. I dati diffusi dall’Autorità rivelano che i premi raccolti nel 2016 risultano pari a 592 milioni di euro. In calo i sinistri denunciati alle compagnie rispetto al 2015 (-20%) per un totale di 15.360. Risultano assicurate circa 300 mila unità di personale e quasi 5.000 strutture (di cui poco più di 700 pubbliche), in netta diminuzione, queste ultime, rispetto agli anni precedenti. La fotografia scattata dall’Ivass offre un’ulteriore conferma della fuga delle compagnie da questo settore: il 95% dei premi è raccolto da 13 imprese, sei delle quali estere, con la presenza di una sola compagnia italiana nel segmento delle strutture sanitarie pubbliche.

L'andamento 2010 - 2016

I dati pubblicati dall’Ivass provengono dalla prima rilevazione completa sull’intero mercato assicurativo condotta dall’Ania che ha richiesto, elaborato e riconciliato i dati con l’Autorità di vigilanza. I risultati completi sono pubblicati nel focus di Ania Trends. Il risultato è un quadro dettagliato dell’andamento dell’Rc sanitaria nel periodo 2010-2016 riguardante sia le coperture esistenti, sia l’andamento dei principali indicatori tecnici nel comparto.
Per l'intero periodo preso in considerazione i principali dati di mercato sono stati ripartiti nelle tre grandi categorie di assicurati: strutture sanitarie pubbliche, strutture sanitarie private e medici e operatori sanitari. La nuova base statistica rappresenta anche uno strumento indispensabile per misurare gli effetti della nuova legge di riforma della Rc medica (la legge Gelli) approvata in primavera dal Parlamento.

Oltre il 70% dei premi nelle mani di cinque compagnie

Nel 2016 i 592 milioni di premi raccolti nell'Rc sanitaria hanno rappresentato il 14,1% del totale dei premi del ramo Rc generale. La quota scende a 8,7% per le imprese italiane, mentre ammonta a 25,4% per le compagnie estere. Nel periodo 2012-2016, il divario delle due quote è stato sempre notevole, indicando una maggiore propensione delle imprese estere ad operare nel settore. La Rc sanitaria, sottolinea l'Ivass, si caratterizza per una concentrazione di mercato superiore rispetto a quella del ramo di appartenenza: nel 2016 i premi raccolti dalle prime cinque e dalle prime dieci imprese ammontavano rispettivamente al 71,3% e all'89,7% del totale (le due quote scendono al 48,5% e al 69,3% per il ramo Rc generale).

Meno strutture pubbliche assicurate

I premi raccolti nel 2016 sono stabili rispetto al 2015 (la raccolta per quell'anno era pari a 592 milioni) e si ripartiscono tra strutture sanitarie pubbliche (284 milioni di euro), strutture private (93 milioni) e operatori sanitari (215 milioni). Nel periodo 2010-2016 sono stati raccolti nel complesso 4.555 milioni di euro di premi. Nel complesso sono assicurate 4.916 strutture (di cui 721 pubbliche) e 302.965 operatori sanitari (di cui 73% medici). Rispetto al 2010, il numero di strutture pubbliche assicurato è dimezzato, mentre la flessione del numero di strutture private è più contenuta (-23,8%). Nello stesso periodo sono invece in aumento il numero di sanitari assicurati (+76,3%). Nel 2016 una struttura sanitaria pubblica paga un premio medio di 393.813 euro, contro i 22.204 di una struttura privata; entrambi i valori risultano superiori rispetto a quelli del 2010 (rispettivamente del 7,5 e del 53,7%).

Cala il premio medio: 710 euro


Nel 2016 il premio medio pagato dagli operatori sanitari è in flessione: -13,1% (710 euro nel 2016, contro 817 euro nel 2010). Il premio medio pagato dal personale medico (906 euro) risulta quasi cinque volte superiore a quello corrisposto dal personale sanitario non medico (189 euro). Rispetto alla media nazionale, i premi sono più elevati nel Nord ovest, più bassi nelle isole. Quanto all'evoluzione delle denunce e dei risarcimenti, nel 2016 le compagnie hanno ricevuto la metà delle denunce ricevute nel 2010 (15.360 contro 29.991). La flessione ha riguardato soprattutto le strutture pubbliche (3.793 denunce, contro le 16.664 di sei anni prima). La diminuzione delle denunce di sinistro presentate da strutture sanitarie private è stata meno accentuata (5.242 denunce nel 2016, rispetto alle 3.075 di sei anni prima). Oltre che alla diminuzione del numero delle strutture assicurate, il calo delle denunce tra 2010 e 2016 è dovuto anche alla flessione del tasso di denunce per struttura (-56% per le strutture pubbliche, -23% per quelle private).

Sempre più sinistri denunciati

I sinistri denunciati dal personale sanitario risultano invece in leggero aumento (8.492 denunce nel 2016, rispetto alle 8.085 del 2010). In termini percentuali l'incremento è del 5%, molto inferiore rispetto a quello degli assicurati nello stesso periodo, come effetto del calo del tasso di denunce per unità di personale (-40%). Fino al 2016 sono stati risarciti a titolo definitivo 40.444 sinistri denunciati tra 2010 e 2016), 92% dei quali erano relativi a denunce pervenute prima del 2015. I risarcimenti corrispondenti sono ammontati a 1.590 milioni di euro (96% dei quali per le denunce precedenti il 2015). Solo il 3,5% delle denunce di sinistri con seguito pervenute nel 2016, relative alle strutture sanitarie pubbliche, sono definite e pagate nello stesso anno. La percentuale aumenta a 12,5% per le strutture private e a 5,2% per gli operatori sanitari. Le percentuali sono inferiori per quanto riguarda gli importi: per le denunce del 2016 relative alle strutture pubbliche, solo lo 0,6% dei risarcimenti previsti viene liquidato nello stesso anno (contro 3,2% per le strutture private e 2,7% per gli operatori sanitari).

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