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Truffa, 47 rinvii a giudizio

Le frodi, avvenute dal 2009 al 2012, avrebbero comportato indennizzi non dovuti per oltre cinque milioni di euro

07/06/2017
Un falso Cid, poi l’ingresso in agenzia per la richiesta dei danni e, se la cosa non andava a buon fine, il ricorso al giudice di pace con l’ausilio di falsi testimoni. Operava così l’organizzazione criminale che, secondo il giudice per le udienze preliminari di Catanzaro, avrebbe inscenato falsi incidenti per ottenere indennizzi non dovuti dalle compagnie. Il gup ha posto il rinvio a giudizio per 47 imputati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, fraudolento danneggiamento di beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona, oltre che truffa aggravata, frode fiscale e intestazione fittizia di beni. Sotto accusa, fra gli altri, anche medici, avvocati e carrozzieri.
Ben 156 le persone denunciate nel corso delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza. Secondo i militari, che nel maggio 2014 avevano disposto una serie di misure cautelari, fra il 2009 e il 2012 l’organizzazione avrebbe inscenato quasi trenta falsi sinistri, riuscendo ad ottenere dalle compagnie indennizzi per oltre cinque milioni di euro. 
A insospettire gli inquirenti era stato soprattutto lo stereotipato modus operandi adottato dall’organizzazione: il nome dell’inchiesta, “Violentemente investito”, era stato scelto proprio in quanto formula ricorrente nei Cid falsificati. 

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