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Polizze di tutela legale, queste sconosciute

Secondo una ricerca condotta da Das tra famiglie, imprese e professionisti, solo 2 soggetti su 10 hanno un’assicurazione di questo tipo: una tendenza molto lontana rispetto a quanto avviene nel resto d’Europa

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In Europa, l’Italia è la nazione che registra il più alto numero di contenziosi. In campo civile, il nostro Paese è secondo soltanto alla Russia, mentre per quanto riguarda il settore penale, noi italiani abbiamo il record di domanda giustizia. L’Associazione nazionale magistrati (Anm), rielaborando i dati forniti dal rapporto Cepej (European Commission for the Efficiency of Justice) relativi all’anno 2010, ha spiegato che i giudici italiani devono dare risposta a una domanda di giustizia civile pari a 2.399.530 nuovi procedimenti annui, dietro alla Russia (prima in classifica con 13.649.662 procedimenti); nel penale, la domanda di giustizia nel 2010 è stata pari a 1.359.884 processi nuovi, portati davanti ai tribunali di primo grado solo per le cosiddette infrazioni gravi, ben superiore a quella registrata in Russia (1.064.538 processi nuovi nel 2010), in Germania (790.535), in Turchia (727.151) e in Francia (588.308).

POLIZZE POCO CONOSCIUTE
Il quadro che appare mostra un Paese, il nostro, con un’alta predisposizione al contenzioso. Eppure una ricerca realizzata recentemente da Das (gruppo Generali) spiega che solo il 17,2% degli italiani (meno di 2 su 10) utilizzano una polizza di tutela legale per proteggersi da questo tipo di eventualità. L’indagine condotta dalla compagnia specializzata nella tutela legale è stata condotta su un campione selezionato di cittadini, tra cui numerosi imprenditori e professionisti. 
Le ragioni del ritardo italiano rispetto agli altri Paesi europei, secondo quanto emerge dalla ricerca, si spiegano soprattutto con la scarsa conoscenza di questo tipo di polizze: Il 59% degli intervistati non sa cosa sia un’assicurazione di tutela legale, mentre il restante 40% pur dichiarando di conoscere questo tipo di coperture, ha affermato di avere solo un’idea vaga dei vantaggi e dei servizi inclusi.

FORTI DIFFERENZE CON IL RESTO D'EUROPA
Diverso il quadro riferito ad altri Paesi europei, come Germania e Austria: nel primo caso, ad avere una polizza di tutela legale è una famiglia su tre, nel secondo una su due. I dati di mercato evidenziano come la Germania rappresenti il 46% del mercato europeo delle assicurazioni di tutela legale, distaccando Francia (12%), Olanda (9%) e Regno Unito (8%). Rilevanti i numeri dell’Austria, che con una popolazione di appena 8,5 milioni di abitanti (meno del 15% della popolazione italiana) assorbe il 6% del mercato europeo, contro il 4% del nostro Paese.
Tornando al caso italiano, chi non conosce questo genere di assicurazioni non ha nemmeno la percezione dei rischi legali a cui può andare incontro nella gestione della propria vita privata e professionale. Eppure, approfondendo l’analisi di queste coperture, il 34,4% degli intervistati si è detto disposto a spendere tra i 100 e i 250 euro per una polizza che tuteli la propria famiglia, il 16,5% arriverebbe fino a 500 euro e il 9,5% pagherebbe anche più di 500 euro. Allo stato attuale, coloro che sottoscrivono queste coperture assicurative sono soprattutto maschi, residenti nel Nord Est, che svolgono un’attività da liberi professionisti o imprenditori.

UNA PROTEZIONE PER I SOGGETTI PIU' DEBOLI
L’amministratore delegato e direttore generale di Das, Roberto Grasso, sottolinea il fatto che l’assicurazione di tutela legale, “a fronte di un premio annuo contenuto garantisce a soggetti dalle potenzialità economiche diseguali un equo accesso alla giustizia e pari opportunità di difesa”. Secondo lo studio condotto da Das, il 60% degli italiani non è a conoscenza dell’esistenza delle polizze di tutela legale, la cui maggiore diffusione “non solo velocizzerebbe i tempi di composizione delle liti ma potrebbe anche alleggerire sensibilmente il carico dei tribunali. Questo grazie alla ricerca di soluzioni stragiudiziali in grado di soddisfare tutte le controparti e a un forte contributo della consulenza legale che mira a scongiurare inutili strascichi legali, a beneficio soprattutto dei soggetti economicamente più deboli”. 

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