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Tornano a crescere (quasi) tutti i rami danni

Rc auto ancora in contrazione: -7% in sei mesi rispetto al 2014, ma sale la frequenza. In generale, segnali positivi che consolidano la ripresa italiana

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Continua il calo dei premi Rc auto, che si confermano in caduta libera anche nel primo semestre di quest’anno. Secondo gli ultimi dati diffusi da Ania, la raccolta per le imprese italiane si è attestata a 7,45 miliardi di euro, in calo del 7%. È la dodicesima variazione negativa consecutiva a livello trimestrale: un inedito per il ramo che non ha mai fatto registrare variazioni negative così prolungate e consistenti. 

I premi contabilizzati in questo comparto sono diminuiti complessivamente di circa il 20%, merito soprattutto del calo della frequenza sinistri, in riduzione costante dal 2010, ma anche di un aumento della concorrenza e di provvedimenti legislativi che hanno ridotto i risarcimenti facendo risparmiare le compagnie. 
Tuttavia, già si vedono dei segnali che il vento sta cambiando: secondo gli ultimi dati, dal primo semestre di quest’anno si è fermato il calo della sinistrosità. 

C’è da segnalare, però, una generale ripresa della raccolta dei rami danni delle imprese italiane e delle rappresentanze estere extra Ue, che al netto del settore auto e Cvt è tornata dopo diversi anni a crescere del +1,6% rispetto a giugno 2014, per un ammontare complessivo pari a 7,38 miliardi.  

Particolarmente positivi sono i risultati ottenuti nel ramo della Rc Generale, che ha fatto segnare aumento del 4,1% per le imprese italiane, a 1,37 miliardi e del 9,3%, 635 milioni, per le rappresentanze Ue. Dopo quattro anni di variazioni negative, torna a crescere la raccolta premi del ramo Corpi veicoli terrestri che, come sappiamo è fortemente correlata con la ripresa delle immatricolazioni. Meglio le compagnie dell’Ue (+9,4% a 121 milioni) di quelle italiane (+1,2% a 1.255 milioni) nonostante la quota di mercato delle prime resti ampiamente inferiore.    

Bene anche il ramo malattia con crescite al di sopra della media, +2% per le imprese italiane, a 1,03 miliardi e addirittura +12,6% per le imprese dell’Unione.  
La compagnie comunitarie sugli scudi, infine, anche per quanto riguarda gli infortuni con un balzo del +8,1% a 229 milioni, mentre le italiane restano sostanzialmente stabili (-0,4% a 1,43 miliardi). 
Tutti questi dati, precisa l’Ania, sono anche il segnale tangibile dell’ormai avviata ripresa italiana, anche nel campo assicurativo. 

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