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Polizze dormienti, il Mise valuta indennizzi

La soluzione potrebbe andare incontro ai risparmiatori rimasti esclusi dai rimborsi

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Il ministero dello Sviluppo economico potrebbe intervenire a favore dei consumatori danneggiati dai nuovi termini di prescrizione fissati per le cosiddette polizze vita dormienti. Ad annunciarlo, nel corso del question time alla Camera di giovedì 9 aprile è stata il ministro Federica Guidi (nella foto), in risposta a un’interrogazione dell’On. Mario Sberna (Scelta Civica).
Il deputato aveva evidenziato “una disparità di trattamento tra i risparmiatori” in quanto sono del tutto esclusi dal rimborso “coloro la cui prescrizione è avvenuta tra il gennaio 2010 e il 20 ottobre 2012, data dell’entrata in vigore della legge n. 179 del 2012”. Per ovviare alla disparità di trattamento, ha ricordato Sberna, “il ministero dello Sviluppo economico ha indetto, tramite la Consap, due bandi di rimborso volti ad indennizzare i consumatori danneggiati per le modifiche intervenute in materia di prescrizione delle polizze vita e per la scarsa disponibilità e tempestività dell’informazione relativa al susseguirsi di tali modifiche”.  I due bandi hanno rimborsato i risparmiatori le cui polizze erano scadute entro il 31 dicembre 2009, mentre il secondo bando ha corrisposto un rimborso proporzionalmente ridotto a causa dell’accoglimento di domande per un importo superiore allo stanziamento predisposto dal Mise.
Il deputato di Scelta Civica, pertanto, ha chiesto al ministro “se non intenda finanziare un terzo e ultimo bando che, eliminando le disparità di trattamento verificatesi, permetta a tutti i risparmiatori di rientrare in possesso del proprio denaro”.
Nella sua replica, il ministro Guidi ha precisato che, a differenza di quanto previsto per i conti correnti dormienti, per le polizze “non esiste un rimborso dovuto, ma un indennizzo per ridurre il grave disagio”. Il ministro ha ricordato come in passato si sia provveduto con 7,6 milioni di euro attraverso il Fondo per i consumatori, alimentato con le entrate derivanti dalle sanzioni Antitrust. “Ritengo di poter impegnare il ministero – ha affermato Guidi – a valutare, nella ripartizione dei fondi tale possibilità, a condizione che nel 2015 siano riassegnati all’apposito fondo gestito dal Mise somme congrue”. Infine, il ministro ha precisato che nel fondo potrebbero confluire anche somme non utilizzate nel 2014.

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