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“Scatole nere su ogni auto per ridurre le truffe e legare i premi assicurativi all’uso effettivo delle auto private”

La proposta del Network Assicuratori Lombardia, gruppo nato per proporre riforme e cercare un contatto diretto con le Istituzioni

25/11/2011
Elaborare nuove proposte per il mercato assicurativo e stabilire un confronto diretto con i rappresentanti delle Istituzioni. E’ con questo obiettivo con cui è nato il “Network Assicuratori Lombardia”, gruppo di professionisti del settore legati al Pd. Al momento della sua fondazione, il Network si è impegnato a sostenere la campagna elettorale del nuovo sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Una volta vinte le elezioni, il gruppo ha iniziato a lavorare per elaborare proposte concrete. Un primo incontro per presentare idee e confrontarsi sui problemi del settore si è svolto venerdì scorso a Milano, nella sede del Consiglio Regionale della Lombardia. “In ogni caso, siamo aperti a contributi da tutte le parti politiche – ha sottolineato Francesco Bizzotto, portavoce del Network -. Vorremmo creare gruppi simili a questi in tutte le province lombarde, in modo da avere un’idea chiara delle sfide che ogni territorio deve affrontare”.

Particolare attenzione è stata riservata alla proposta di rendere obbligatoria l’assicurazione sulle catastrofi naturali, e alle idee per riformare il settore dell’Rc Auto. Una proposta in questo campo è stata avanzata proprio da Francesco Bizzotto, che ha illustrato l’idea di legare i premi per l’assicurazione auto all’uso effettivo che si fa della propria macchina. Chi usa più spesso metropolitane, autobus e tram potrebbe pagare di meno, o godere di sconti sugli abbonamenti ai mezzi pubblici e sulla sosta a pagamento. Una proposta che si sposa con la decisione dell’amministrazione milanese di introdurre una congestion charge più restrittiva rispetto al vecchio Ecopass, in modo da ridurre sensibilmente il traffico all’interno della Cerchia dei Bastioni. Per riuscire a ottenere questo risultato, basterebbe estendere l’uso delle scatole nere sulle auto private, o sfruttare le potenzialità di iPhone e cellulari di ultima generazione. “Le scatole nere, che a Milano sono già 60mila, permettono di controllare gli effettivi comportamenti degli utenti, e di eliminare eventuali truffe. Siamo convinti che la pubblica amministrazione debba premiare chi usa meno la città”, ha detto Bizzotto.
 
Questa ipotesi ha ottenuto anche il sostegno di Pierfrancesco Maran, assessore ai trasporti del capoluogo lombardo, che ha detto: “In queste proposte trovo d74c6ba5-e1f0-4e10-901a-7d8a9297e074l’agilità di chi cerca soluzioni nuove in questo momento di crisi. L’idea di sfruttare al meglio le scatole nere ci affascina, anche se le istituzioni si devono scontrare con alcune rigidità del vecchio codice della strada. Ma le compagnie assicurative possono scegliere di mettere in atto politiche premiali. In questo momento, il Comune si sta impegnando per combattere le soste in doppia fila, che aumentano il numero degli incidenti e il pericolo sulle strade”.

Fra i temi più discussi durante l’incontro, la proposta di istituire un’agenzia nazionale contro le frodi assicurative, un fenomeno molto diffuso nel campo dell’Rc Auto. Fra gli interventi più significativi, quello di Nicola Cattabeni di Fondiaria-Sai, che ha spiegato: “L’agenzia rischia di essere solo un carrozzone creato per distribuire poltrone. Risolvere questa piaga che, secondo alcune stime, costa ogni anno alle compagnie circa 3 miliardi di euro deve invece essere una priorità. Per questo motivo, la soluzione potrebbe essere rappresentata proprio dalla diffusione delle scatole nere, impossibili da ingannare. Questi strumenti potrebbero anche essere usati per rimodulare le tariffe del bollo auto, come è stato proposto in sede europea: anche in questo caso, chi usa meno l’auto dovrebbe poter godere di uno sconto. Se introducessimo una riforma di questo genere, sarebbe possibile risolvere anche il problema dei premi differenziati a seconda delle aree geografiche: i clienti devono pagare cifre diverse in base a come guidano, non in base al luogo in cui vivono”.

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