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Le paure sul futuro della previdenza sociale in Italia

Secondo un rapporto del Censis l'81% dei connazionali giudica negativamente il sistema

11/12/2012
Timore e incertezza per il futuro. È questo lo stato d'animo degli italiani in materia di previdenza, secondo quanto emerge dal 46° rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese. Interrogati per un'indagine dell'Eurobarometro realizzata per confrontare le opinioni dei cittadini europei sull'argomento, emerge che l'81% degli italiani esprime un giudizio negativo sulla propria previdenza sociale, opinione cresciuta di ben il 25% se la si confronta con la stessa indagine di un anno fa. 

Un dato preoccupante, soprattutto se raffrontato con quello di altri Paesi Ue: in Finlandia, ad esempio, solo il 32% della popolazione giudica negativamente il proprio sistema previdenziale, mentre è il 33% in Germania e il 39% nel Regno Unito. Le aspettative non sono poi ottimiste nemmeno a proposito del futuro, con il 50% degli italiani che si aspetta un ulteriore peggioramento. Il quadro è a tinte fosche: il ruolo sociale della previdenza sembra diventare più un problema che una risorsa. Un sistema minato dall'interno da contraddizioni, che costa tanto in generale e copre poco in particolare, con bassi redditi pensionistici attuali e futuri. E con il presentimento di essere condannati a pensioni basse, timore diffuso in maniera maggiore tra i giovani. 

Non a caso, tra gli eventi che probabilmente li coinvolgeranno nel corso della loro vita, quasi il 68% degli italiani in generale reputa molto o abbastanza probabile l'impossibilità di ricevere una pensione adeguata nel futuro, quota che aumenta vertiginosamente tra i giovani, fino a oltre il 93%, e rimane alta trasversalmente al corpo sociale. Le iniquità contribuiscono poi a screditare un sistema che negli ultimi anni ha visto un compattamento gestionale particolarmente centrato sull'Inps; tra queste iniquità c'è quella della coesistenza di pensioni molto basse per tanti e pensioni dai valori elevati per pochi. Tra i pensionati con pensioni di vecchiaia, il 35% ha un reddito pensionistico inferiore a 1.000 euro mensili e assorbe circa il 14,9% del totale dei redditi pensionistici; laddove il 6,4% che ha almeno 3.000 euro mensili di reddito pensionistico (categoria in cui sono ricomprese anche le pensioni molto elevate) assorbe oltre il 18,7% del totale dell'ammontare delle pensioni erogate.

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