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Attuari, professionisti impegnati per un welfare dignitoso

Al Professional day tutti gli ordini a confronto sulle prospettive di rilancio del Paese

19/02/2013
 In queste ore si sta svolgendo a Roma la seconda edizione del Professional Day - La giornata delle professioni. Un evento che vede seduti allo stesso tavolo tutti gli ordini professionali per chiedere un nuovo confronto con la politica, e discutere un piano per contribuire al rilancio dell'economia italiana.

I professionisti in Italia sono circa 2 milioni e 300 mila e svolgono quotidianamente lavori anche a supporto della Pubblica Amministrazione. Quelli più vicini al settore assicurativo sono certamente gli attuari, da cui giunge proprio oggi la proposta di rilanciare il dialogo pubblico sulle prospettive di crescita del Paese e sul ruolo che i professionisti possono giocare, collaborando con la politica e con le forze sociali.

E' questa la strada, secondo Giampaolo Crenca (foto), presidente del consiglio nazionale degli attuari, che potrà portare a un welfare "allargato" in grado di assicurare una vita dignitosa per tutti. Secondo gli attuari, "occorre coinvolgere gli ordini professionali più vicini a questi problemi per identificare una serie di situazioni e di elementi base che definiscano un modello in grado di assicurare a tutti un livello minimo di welfare, in modo che nessuno debba trovarsi in situazioni giudicate di difficoltà".

All'evento si parlerà di pensioni, salute, perdita del lavoro, passando per il grande problema della non autosufficienza. Il presidente degli attuari, proprio riguardo questo ultimo punto, ha auspicato uno sviluppo deciso delle coperture assicurative long term care, che intervengono quando le persone non possono più lavorare e mantenersi perché costrette in condizioni di non autosufficienza. Un'altra questione ai primi posti dell'agenda dei professionisti dovrebbero essere le pensioni: "Non basta - ha detto Crecnca - che il sistema previdenziale sia sostenibile, deve essere anche adeguato".

La giornata servirà quindi per chiedere con forza un ruolo da protagonisti per gli iscritti agli ordini professionali. Mai come in questo momento tutte le parti sociali devono dialogare per inventare nuovi e moderni modelli di welfare: che sia pubblico, di tutti e per tutti.

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