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Vola il no profit, in 10 anni raddoppiata la densità

Unica eccezione è la Lombardia, il cui rapporto abitanti/organizzazioni cala del 37%

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In cima alla classifica si piazzano le regioni dell'estremo nord. A partire dalla Valle d'Aosta, passando per il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia. Ma non mancano le sorprese, come il buon posizionamento della Basilicata, prima tra le regioni del sud, della Calabria e Sicilia, che, a loro volta, precedono in questa speciale classifica la più blasonata Lombardia.

Il tema su cui competono le regioni italiane è, per una volta, virtuoso: la presenza sul territorio di organizzazioni no profit, o comunque dedite al sociale e che operano senza scopo di lucro all'interno di una comunità. Nel computo rientrano anche le società sportive che alimentano la socialità e il senso di appartenenza a una comunità, anche da parte dei giovani. È quanto si può evincere da un'analisi condotta da Das, la compagnia del gruppo Generali, specializzata in tutela legale. 

In dieci anni, dal 2001 al 2011, le organizzazioni no profit in Italia sono raddoppiate. Un dato certamente positivo, ma se andiamo a spulciare le evidenze, ci si rende conto di quanto le cose siano cambiate in questo periodo. In primis per quanto riguarda la celebrata Lombardia, che retrocede in classifica perdendo ben, il 37%. La Lombardia rimane comunque la prima regione per numero assoluto di associazioni.

A livello nazionale, il rapporto tra il numero di organizzazioni no profit e gli abitanti è diminuito passando da un organismo ogni 242 abitanti nel 2001 a una densità di uno ogni 132 nel 2011, per un totale di oltre 451 mila istituzioni no profit. Ma le differenze regionali sono notevoli. Partendo dal basso, la maglia nera spetta alla Campania, che, secondo le elaborazioni di Das, è la regione italiana con la più bassa densità: nel 2011 si contava un'istituzione ogni 201 abitanti. Anche in Puglia le associazioni hanno una diffusione inferiore alla media nazionale (1/169). La nota positiva in questi due casi è rappresentata dal fatto che comunque in 10 anni il rapporto si è dimezzato. Ma dicevamo della Lombardia: dieci anni fa la regione era la migliore, con una densità pari a un'associazione sportiva o no-profit ogni 95 abitanti, mentre nel 2011 il rapporto è 1/153. Precedono la Lombardia, Calabria (1/147), Sicilia (1/144) e Lazio che rispecchia in pieno la media nazionale.

Davanti a tutte si piazza la Valle d'Aosta (1/68 nel 2011), seguita dal Trentino-Alto Adige (1/75) e dal Friuli Venezia Giulia (1/95). Buone le prestazioni di Umbria (una ogni 98 abitanti nel 2011) Marche (una ogni 104 nel 2011) e Toscana (1/109). La regione meridionale con la maggiore densità di istituzioni no profit è, appunto, la Basilicata, che vanta un rapporto uno ogni 122.

Das, al riguardo, ha sviluppato una polizza dedicata alle associazioni basate sul volontariato: si chiama Difesa Associazione, che offre la tutela legale ai membri del consiglio direttivo e agli iscritti. La nostra polizza - ha spiegato Roberto Grasso, direttore generale e amministratore di Das Italia - vuole essere un contributo a quella rete solidale e sociale che sostiene le fondamenta del nostro Paese. Avvicinandoci a questa realtà ci siamo resi conto che tutte le persone impegnate in questo ambito, oltre al tempo che impiegano, spesso senza fini di lucro, rischiano in prima persona di trovarsi coinvolte in questioni di natura legale".

Il premio annuo è sempre determinato in base al numero di iscritti e varia in funzione delle figure assicurate. Il massimale base è di 16 mila euro per sinistro, illimitato per anno, e può essere elevato fino a 31 mila euro.

Alcuni esempi: la polizza tutela il presidente di un'associazione sportiva sottoposto a procedimento penale in seguito all'infortunio di un allievo iscritto, oppure può tutelare un giocatore iscritto a una società sportiva (e assicurato) che durante l'attività causa involontariamente una lesione a un avversario, o a uno spettatore, e si deve difendere in sede penale per lesioni causate a terzi.

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