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Outlook 2015: si attende la crescita, ma si teme la recessione

Sviluppo fiacco e limitate prospettive commerciali a livello globale, secondo l'ultimo studio di Euler Hermes. Il prossimo anno, Pil dell'Italia allo 0,3%, forse

Outlook 2015: si attende la crescita, ma si teme la recessione hp_stnd_img
Il 2015 sarà condizionato dai rischi liquidità, domanda e politica. Secondo Euler Hermes, tra i principali assicuratori del credito a livello globale, l'ambiente economico per l'anno prossimo vedrà ancora uno scarso sviluppo dell'Eurozona, che crescerà di appena l'1%, mentre il Pil mondiale aumenterà del 2,8%, restando per il quarto anno consecutivo al di sotto del 3%, spinto solo dalla crescita dei mercati emergenti che potrebbero toccare un possibile +4,3%.
"Liquidità, domanda e politica sono i tre principali elementi da tenere sotto osservazione nel 2015," ha spiegato Ludovic Subran, capo economista di Euler Hermes. Secondo Subran, al 2015 si adatta il vecchio detto spera per il meglio ma preparati al peggio. Molti gli interrogativi di fronte alle aziende, a partire dalla convenienza a finanziare il commercio con un dollaro più caro e all'impatto del rischio politico sulle decisioni d'investimento delle imprese. "Nonostante una diminuzione del 12% delle insolvenze globali nel 2014 e una previsione di appena il 3% in meno nel 2015 - spiega Subran - permane un forte rischio nel futuro del commercio b2b".

Guardando all'anno che arriva, l'analisi di Euler Hermes, contenuta nello studio dal titolo Una mela marcia fa marcire tutto il cesto, suggerisce che gli esportatori troveranno migliori opportunità rivolgendo l'attenzione verso le Regioni come l'Africa (tasso di crescita al 4,9%), l'Asia (4,7%) e il Medio Oriente (3,8%), ovviamente a patto che le imprese non sottovalutino la necessità di coprirsi contro il rischio di mancati pagamenti.
A livello macro le grandi tendenza vedranno un leggero aumento dei consumi in Usa, Regno Unito e Germania, che raggiungeranno i livelli del 2008. Tuttavia, in un contesto di deflazione mondiale, il volume del commercio globale è al di sotto della media a lungo termine. L'aumento dei tassi determinato dalla Fed dovrebbe avere un impatto limitato sul resto del mondo, ma rimane un maggiore rischio per le imprese che esportano verso i Paesi emergenti con un grosso deficit (come Brasile, India, Sudafrica e Turchia).
Accanto alle dinamiche economiche e finanziarie, a completare il quadro, ci sarà un potenziale aumento del rischio geopolitico, poiché più del 40% della popolazione mondiale andrà al voto nel 2015 e le politiche pubbliche tendono a privilegiare un maggiore interventismo.

E l'Italia? Per il Belpaese, la crescita dovrebbe essere molto debole (+0,3%), ma dovrebbe arrivare dopo tre anni di recessione. Le esportazioni rimarranno il driver principale di sviluppo, (+2% nel 2015), aiutate da un euro più basso, grazie anche alle recenti misure varate dalla Bce. Francoforte, inoltre, potrà essere d'aiuto per il previsto aumento dell'indice di fiducia delle imprese e delle famiglie che farà ritornare in terreno positivo l'indicatore dei consumi. La crisi finanziaria sul fronte del credito, tuttavia, resta grave anche se nel 2015 dovrebbe stabilizzarsi.
Le insolvenze sono previste in lieve decremento (-2%), dopo che nel 2014 si registrerà un nuovo record per con oltre 15 mila e 600 casi, per l'ottavo anno consecutivo di crescita.
Per quanto riguarda, infine, i dati sull'anno che si sta per chiudere, l'Indice globale delle insolvenze di Euler Hermes resta superiore ai livelli ante crisi per 12 punti percentuali; mentre i mancati pagamenti sono destinata ad aumentare di oltre il 23% entro la fine del 2014, dato principalmente dovuto alle difficoltà di Russia e Cina. La media dei giorni di incasso (Dsa) aumenta di un giorno all'anno dall'inizio della crisi, per toccare i 73 giorni nel 2014.

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