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Dall'Isvap all'Ivass

Il passaggio dalla vecchia gestione, il rafforzamento della tutela del consumatore, l'azione di vigilanza svolta negli ultimi mesi. L'assemblea dell'istituto è stata l'occasione, per il presidente Salvatore Rossi, per fare il bilancio dei primi sei mesi di vita della nuova Autorità

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La riorganizzazione dell'istituto, la messa a punto di metodi e prassi di vigilanza, la gestione delle risorse. Queste le priorità all'ordine del giorno dell'Ivass, nato il primo gennaio di quest'anno, per volontà di governo e parlamento, con l'obiettivo di riformare l'attività di vigilanza nel settore assicurativo e realizzare un più stretto collegamento con la vigilanza bancaria. La vigilanza assicurativa, in Italia come in altri Paesi - ha spiegato Salvatore Rossi, presidente Ivass - riguarda due diversi campi: il controllo prudenziale sulle imprese di assicurazione e la tutela del consumatore di servizi assicurativi. È nostro obiettivo rafforzare l'uno e l'altra, in modo da garantire stabilità al mercato e protezione al cittadino nel suo rapporto con le imprese e gli intermediari".

Primo passo: riorganizzare

Il primo passo ha riguardato la riorganizzazione dell'istituto. "È stato disegnato il regolamento di organizzazione dell'Ivass - ha proseguito Rossi - che prevede un servizio unificato di vigilanza prudenziale cartolare, un autonomo servizio Ispettorato, un nuovo servizio Normativa e politiche di vigilanza, un rinnovato servizio Studi e gestione dati, un rafforzato servizio Tutela del consumatore, un servizio Gestione risorse integrato. Inoltre, per rendere le ispezioni più efficaci, abbiamo emanato indicazioni metodologiche, ispirate ai criteri di proporzionalità e oggettività, di attenzione ai rischi; e definito un sistema di deleghe di firma che prevede un forte decentramento dal direttorio integrato al presidente e ai consiglieri, così da snellire i processi decisionali". Il tutto in ottica di spending review.

Rafforzare la vigilanza prudenziale

Tra gli obiettivi dell'Ivass, il rafforzamento della vigilanza prudenziale. "Intendiamo la supervisione prudenziale come fondata - ha sottolineato Rossi - non solo sulla rispondenza formale alle norme da parte dei soggetti vigilati, ma soprattutto sull'obiettivo della loro sana e prudente gestione. Renderemo pienamente trasparente la nostra azione, informando i soggetti vigilati delle nuove regole, delle prassi di vigilanza, dei criteri di giudizio e valuteremo più finemente i rischi prospettici, la governance, i sistemi di controllo interno e di gestione del rischio delle imprese: aspetti cruciali per la solvibilità d'impresa". In Italia, il controllo si esercita su 137 imprese assicurative, molte delle quali appartenenti a uno dei 33 gruppi presenti sul mercato. "Ai fini della tutela del consumatore, il controllo si esercita anche su circa 250 mila intermediari: un numero molto più alto di quello degli altri Paesi europei".

La tutela del consumatore

E, in tema di tutela del consumatore, l'istituto si avvale dell'ampia mole di reclami che riceve - ben 31 mila nel 2012 - considerandola una primaria fonte informativa per definire controlli, ispezioni e sanzioni. "I provvedimenti sanzionatori sono numerosissimi, oltre 5.000 nel 2012, prevalentemente nel settore Rc auto, con sanzioni pari a oltre 50 milioni di euro. La loro efficacia deterrente può essere accresciuta modificandone l'impostazione: diversamente dal caso bancario, le sanzioni colpiscono le imprese e non le persone fisiche, sicché possono finire con l'essere considerate una mera voce di costo, da scaricare sulle tariffe". E, sempre a tutela del consumatore, è l'iniziativa dell'Ivass volta a individuare comportamenti di "imprese esterovestite, riconducibili in realtà a soggetti italiani che si comportano scorrettamente. Di recente, alcune sono state colpite da provvedimenti di rigore da parte delle Autorità di vigilanza del Paese di origine, ma, per altre, si è reso necessario il nostro intervento a tutela degli assicurati italiani". Resta, poi, alta l'attenzione dell'Ivass sulle polizze abbinate a mutui e ad altri finanziamenti, "per verificare la correttezza delle pratiche di vendita, da parte delle imprese assicurative e dei loro partner bancari, attraverso un organico piano di interventi su compagnie e banche distributrici, a tutela dei consumatori".

L'azione di vigilanza

In tema di vigilanza, è stato definito un piano ispettivo. "Abbiamo avviato 11 nuovi accertamenti in loco, in aggiunta ai nove disposti l'anno precedente e ancora in corso. Per le ispezioni più complesse, presso le società coinvolte nel progetto di integrazione tra i gruppi Unipol e Fondiaria-Sai, abbiamo costituito gruppi misti Ivass-Banca d'Italia e intendiamo assegnare agli accertamenti ispettivi un ruolo centrale nell'attività di vigilanza". Nel 2012, le compagnie hanno prodotto utili per quasi sei miliardi; il loro patrimonio di vigilanza era, alla fine dello scorso anno, pari al doppio dell'ammontare richiesto nel ramo vita e a 2,8 volte nel ramo danni: "risultati, raggiunti anche grazie alle immissioni di capitale degli ultimi anni, che vanno preservati e consolidati, in presenza di importanti fattori di rischio".

Correggere Solvency

Altro tema attuale, Solvency II. "Noi crediamo - ha aggiunto Rossi - che l'approccio sotteso a Solvency II sia corretto, rendendo le regole di supervisione prudenziale più trasparenti ed efficaci nell'interesse della collettività e più efficienti nell'interesse delle imprese e dei loro clienti, ma sono necessari alcuni correttivi: vanno smussati gli effetti indesiderati della volatilità di breve termine dei mercati attraverso correzioni del tasso di sconto delle riserve, basate su indicatori europei riferiti alle principali classi di attività detenute dalle imprese (government e corporate bond). Una misura proposta recentemente dall'Eiopa, il Volatility Balancer, va in questa direzione, ma richiede ancora una messa a punto, soprattutto nella calibrazione".

Il divario Rc auto

Infine, l'annosa questione del divario Rc auto. "È noto l'amplissimo divario tra i livelli tariffari prevalenti in Italia e quelli, molto più bassi, che si riscontrano in altri Paesi europei. Il fenomeno, di vecchia data, sta assumendo una connotazione di ingiustizia grave nella fase di difficoltà in cui molte famiglie italiane versano per effetto della crisi. Ne è un pericoloso segnale anche il numero crescente di veicoli che circolano sprovvisti di assicurazione. Le tariffe possono e debbono scendere, senza pregiudicare la solvibilita delle compagnie e l'Ivass si adopererà perché questo obiettivo si realizzi". In definitiva, molte le azioni intraprese e da intraprendere per il nuovo istituto. "Le assicurazioni - ha concluso Rossi - sono il principale investitore istituzionale del Paese. Dagli scenari che si profilano, arrivano due conferme alla nostra attività: il collegamento con la vigilanza bancaria e l'orientamento delle norme verso il nuovo assetto regolatorio europeo".

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