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Longevity economy, un potenziale da circa 715 miliardi di euro

A tanto, secondo una recente pubblicazione di Alberto Brambilla, potrebbe ammontare in Italia l'insieme delle attività destinate alla popolazione con più di 50 anni

Longevity economy, un potenziale da circa 715 miliardi di euro
La cosiddetta longevity economy potrebbe avere un potenziale enorme per la crescita del pil in Italia. È quanto si legge in una recente pubblicazione firmata da Alberto Brambilla, presidente del centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali, e presentata ieri a Roma con un evento presso la nuova sala dei gruppi parlamentari.

Il volume, intitolato Longevity Economy. Da silver a longevity. La grande economia dei prossimi decenni, evidenzia in particolare che l'impatto sul pil dell'insieme delle attività destinate alla popolazione con più di 50 anni in Italia potrebbe ammontare a poco meno di 715 miliardi di euro, circa un terzo del pil messo a bilancio nel 2024. Circoscrivendo il perimetro di osservazione ai soli over 65, ossia a quelli che più propriamente rappresentano il mercato della silver economy, si arriva a un potenziale di 363 miliardi di euro.

“Non si può trascurare che è proprio intorno ai 50 anni che le persone iniziano a sviluppare più sensibilità nei confronti dell’invecchiamento e, in particolare, verso i bisogni da soddisfare per garantirsi una vita anziana il più possibile serena e in buona salute”, ha commentato Brambilla. Di qui, ha proseguito, la scelta di parlare più propriamente di un’economia della longevità, la longevity economy per l’appunto, che ingloba al suo interno anche la silver economy estendendone i confini più che dal punto di vista anagrafico.

Gli over 50, più di 28 milioni di persone, sono tra i principali detentori di ricchezza immobiliare e mobiliare in Italia. La fascia di età compresa fra 51 e 65 anni dispone di un reddito medio equivalente di 23.110 euro, superato soltanto dai 24.090 euro degli over 65. Il patrimonio immobiliare degli over 65 ammonta in media a circa 281mila euro. In pratica, i cosiddetti longennial detengono circa il 75% della ricchezza immobiliare e mobiliare del paese.

Sono molti infine gli ambiti di attività della longevity economy in Italia: domotica, nutraceutica, mobilità sostenibile, alimentazione specifica e servizi alla persona sono quelli che, secondo la ricerca, potranno registrare la maggiore espansione nel prossimo futuro. A patto però di saper intercettare peculiarità ed esigenze specifiche di questo segmento di consumatori.

“Un contesto nel quale non va trascurato, innanzitutto, il ruolo del welfare complementare, chiamato a soddisfare il più rilevante dei bisogni, quello di una vita in buona salute finché possibile, sia attraverso strumenti già noti, come le protezioni collettive long term care, sia tramite servizi ancora da ampliare o esplorare, come la telemedicina o la presa in carico a 360 gradi delle persone più sole o bisognose di assistenza”, ha osservato Brambilla. “Altrettanto fondamentale, poi, il contributo del mondo del risparmio gestito, con servizi e prodotti di investimento ad hoc per la gestione del cosiddetto longevity risk, vale a dire il rischio che una persona viva più a lungo delle risorse economiche pianificate, esaurendo anzitempo – ha aggiunto – il proprio patrimonio o reddito”.

Un momento dell'evento di presentazione del volume di Alberto Brambilla.

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