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Itinerari Previdenziali, le pensioni sono sostenibili

Lo ha affermato oggi il centro studi e ricerche in occasione della presentazione dell'ultima edizione del suo bilancio del sistema previdenziale italiano

Itinerari Previdenziali, le pensioni sono sostenibili
Il sistema previdenziale in Italia è stabile e sostenibile. È quanto afferma il centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali nell'ultima edizione del rapporto Il bilancio del sistema previdenziale italiano, presentato oggi a Roma presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Nel 2024, stando a quanto si legge nella ricerca, il tasso di occupazione è salito, il rapporto fra attivi e pensionati ha toccato il suo massimo storico e anche il saldo previdenziale, per quanto ancora in negativo, ha registrato un certo miglioramento. 

Valori che, come illustra una nota stampa, “descrivono un sistema tutto sommato in equilibrio, ma la cui stabilità futura dipenderà dalla capacità di fronteggiare la più grande transizione demografica di tutti i tempi tenendo sotto controllo sia l’età pensionabile sia l’eccessiva commistione tra previdenza e assistenza cui si è assistito negli ultimi anni”.

Nel dettaglio, complice il già citato aumento dell'occupazione, il rapporto fra attivi e pensionati nel 2024 si è attestato a 1,4758, il valore più alto mai registrato dalla pubblicazione. Il dato risulta ancora al di sotto della soglia dell'1,5 che è stata spesso indicata come necessaria per garantire la stabilità dell'assetto pensionistico anche nel lungo periodo, ma c'è adesso la concreta prospettiva che l'indice possa raggiungere in futuro valori attorno a 1,6-1,7.

La spesa pensionistica è ammontata a poco più di 286 miliardi di euro, a fronte di entrate contributive che si sono fermate a 260 miliardi di euro, registrando un rosso di 25,5 miliardi di euro. Il dato, seppur negativo, risulta in netto miglioramento rispetto agli oltre 30 miliardi di euro del 2023.

“Malgrado i molti catastrofisti, i conti della previdenza reggono, e dovrebbero farlo anche tra 10-15 anni, quando la maggior parte dei baby boomernati dal dopoguerra al 1980, coorti molto numerose e dunque assai significative in termini pensionistici, si saranno pensionati”, ha commentato Alberto Brambilla, presidente del centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali.

Nella foto: un momento dell'evento di presentazione del rapporto

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