Auto, pronuncia della Cassazione sulle riparazioni
La Suprema Corte mette in dubbio la validità delle clausole che prevedono franchigie e penali per chi non si rivolge al network di carrozzerie convenzionate
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione mette in dubbio la validità delle clausole inserite nei contratti assicurativi che prevedono franchigie e penali per i clienti che si rivolgono a una carrozzeria non convenzionata per riparare la propria vettura.
Lo rende noto Federcarrozzieri che, per bocca del presidente Davide Galli, parla di “una decisione importantissima che potrebbe portare alla nullità di quelle clausole, inserite nei contratti assicurativi, che impongono costi illegittimi agli automobilisti che riparano la propria vettura presso un carrozziere di fiducia”.
La vicenda, nel dettaglio, trae origine dal ricorso presentato contro una compagnia assicurativa che nelle sue polizze prevedeva una franchigia del 20% per l’assicurato che non si fosse rivolto al network di carrozzerie convenzionate. Il tribunale di primo grado aveva accolto la richiesta e ritenuto nulla la clausola, in quanto giudicata abusiva, ma la sentenza era stata poi ribaltata in sede di corte di appello. Adesso, con la pronuncia della Suprema Corte che è stata depositata lo scorso 23 aprile, la questione si apre di nuovo.
La Cassazione ha infatti annullato la sentenza della corte di appello e ordinato un nuovo esame della vicenda. Nel dettaglio, la corte ha evidenziato che la clausola “va considerata non già isolatamente, ma in relazione anche alle altre clausole di cui si compendia il contenuto del contratto e al tenore complessivo del testo contrattuale, al fine di verificare se nello specifico caso concreto essa determini un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto”.
Va dunque accertato, prosegue la Suprema Corte, “se la clausola venga a configurarsi nella specie come abusiva in quanto volta a limitare la possibilità per il consumatore di esplicare pienamente la propria autonomia contrattuale nella fondamentale espressione rappresentata dal libero accesso al mercato”.
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