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Il Cnr e Octo hanno analizzato due milioni di crash auto in Italia: ecco cosa è emerso

Innanzitutto che gli incidenti non dipendono solo da quanto si sta al volante ma da come ci si sta: il 30% di quelli notturni, ad esempio, avviene per l’alta velocità

Il Cnr e Octo hanno analizzato due milioni di crash auto in Italia: ecco cosa è emerso
Gli incidenti stradali non dipendono solo da quanto si guida, ma soprattutto da quando e come si guida. Ad affermarlo è il nuovo Report sulla Sicurezza Stradale realizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche–Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “Alessandro Faedo” (Cnr-Isti) in collaborazione con Octo, che analizza milioni di dati telematici di guida reale per comprendere meglio i fattori che influenzano il rischio sulle strade italiane. 

Tra le evidenze più significative dello studio, la maggiore incidenza di incidenti ad alta velocità durante le ore notturne: circa il 30% degli incidenti analizzati di notte avviene a velocità pari o superiori a 40 km/h, una quota nettamente più elevata rispetto alle ore diurne. 
Il report nasce con l’obiettivo di offrire una lettura più approfondita della sicurezza stradale, superando i limiti delle statistiche tradizionali basate esclusivamente sugli incidenti registrati e introducendo un approccio fondato sull’analisi dei comportamenti di guida reali, osservati attraverso la telematica. 

Lo studio si fonda su una base informativa estremamente ampia, che garantisce robustezza statistica e affidabilità delle analisi. Il lavoro prende in esame oltre 2,17 milioni di eventi di crash e sollecitazioni legate alla dinamica dell’incidente, da cui sono stati selezionati circa 97mila sinistri con possibile danno al veicolo per le analisi di dettaglio. 

Il campione analizzato comprende inoltre 238 milioni di viaggi e percorsi, estratti da 1,93 miliardi di viaggi registrati da oltre 2,3 milioni di veicoli, permettendo di osservare il rischio stradale con un livello di granularità particolarmente elevato.

Questa disponibilità di dati consente di analizzare la sicurezza stradale non come semplice somma di eventi registrati, ma come fenomeno dinamico, influenzato da fattori temporali, territoriali e comportamentali.

L’analisi mette in evidenza anche alcune differenze territoriali nei comportamenti di guida. Nelle regioni del Nord e del Centro gli incidenti ad alta velocità (pari o superiore a 40 km/h) superano complessivamente il 14%, mentre nel Sud si registrano valori mediamente inferiori.
Un altro risultato rilevante riguarda invece i fattori anagrafici: le differenze di genere nei comportamenti di guida risultano marginali, con uno scarto massimo osservato inferiore a 2,1 punti percentuali.


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