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Crescono gli investimenti nello sport

Il Forum osservatorio valore sport quantifica in 6,1 miliardi di euro la spesa pubblica nel settore, permangono i limiti alla pratica determinati da differenze territoriali e socio economiche. La sedentarietà costa al paese 6,7 miliardi di euro all’anno

Crescono gli investimenti nello sport
Si è conclusa il 4 marzo la quarta edizione del Forum Osservatorio Valore Sport, organizzata a Roma da The European House – Ambrosetti (Teha), appuntamento che intende creare un confronto tra istituzioni, organizzazioni sportive e imprese con lo scopo di evidenziare e spingere il ruolo dello sport per il benessere della popolazione e l’economia del paese. 
Tra i partner dell’iniziativa Cip, Coni, Istituto per il credito sportivo e culturale, Sport e salute, Amadori, Confartigianato imprese, Decathlon, FitActive, Intesa Sanpaolo assicurazioni e Intesa Sanpaolo protezione, Matrix Fitness Italia e TeamSystem.

I successi recenti dello sport italiano alle Olimpiadi di Milano – Cortina sono stati ricordati come espressione della qualità del movimento sportivo agonistico italiano, ma il portato dei risultati deve essere trasformato in un’ulteriore spinta a investire nello sport “come pratica quotidiana, diffusa e accessibile”. 

Punto di partenza è stata la considerazione che l’attività fisica, a tutte le età, unita ai corretti stili di vita, è una leva fondamentale per la salute pubblica, perché può influire fino al 50% sul benessere delle persone.
La pratica sportiva è sempre più diffusa nel nostro paese e negli ultimi 10 anni la quota di popolazione sedentaria è calata di 4,7 milioni di persone, passando dal 40% del 2015 al 33% del 2024.

I limiti, si afferma nella nota di Teha, sono identificabili a livello territoriale (sud Italia e piccoli comuni sono i luoghi in cui si pratica meno attività sportiva) e socio – demografico (donne, over 65 e persone con un basso titolo di studio). 

Allo stesso modo gli investimenti, seppure in crescita, sono ancora inferiori alla media europea: gli impianti sportivi attivi sono aumentati del 5,3% rispetto al 2020 e la spesa pubblica nel settore del 43% dal 2015 (in totale 6,1 miliardi di euro).

Obiettivo delle istituzioni e delle organizzazioni deve essere la riduzione della sedentarietà a favore di un maggiore benessere. Sul punto, Valerio De Molli, managing partner e ceo di Teha Group, ha commentato: “Secondo il modello di valutazione di impatto sviluppato da Teha, il costo complessivo annuo del fenomeno della sedentarietà stimato per il sistema-paese è pari a 6,7 miliardi di euro, tra costi sanitari diretti e perdita di produttività”.
L’invito finale è a perseguire politiche che favoriscano l’accesso all’attività sportiva a tutte le persone, ricercando modalità differenziate per età e abbattendo le barriere date dal territorio, dall’estrazione sociale e dalla condizione socioeconomica.

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