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Mps-Mediobanca, il dilemma tra creazione o distruzione di valore

Nell'ultima analisi di Excellence Consulting, i rischi e le opportunità del post-fusione

Mps-Mediobanca, il dilemma tra creazione o distruzione di valore
"L’integrazione tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca offre opportunità, ma espone anche a rischi. Le sinergie annunciate, pari a circa 700 milioni di euro annui, migliorano il Roe combinato, tuttavia, la variabile determinante per la creazione o distruzione di valore resta il multiplo che il mercato attribuirà al gruppo post-fusione". 
A scriverlo è Excellence Consulting, che ha dedicato la sua ultima analisi alle implicazioni e alle incognite dell'operazione finanziaria tra il Monte e Piazzetta Cuccia. 

"Tra i driver strategici dell'operazione - spiega Maurizio Primanni, ceo del gruppo Excellence - figurano la diversificazione del modello di business, con l’integrazione tra retail banking e investment banking/wealth management, il rafforzamento sistemico e la stabilizzazione di Mps", Tuttavia, tutta l'operazione si basa su "un'integrazione culturale e operativa complessa", che dipende a sua volta da "l'eventuale aumento del costo del capitale, l'impatto di una governance articolata, l'incertezza regolamentare legata alla vigilanza europea, il premio richiesto dagli azionisti di Mediobanca e il rischio di perdita di competenze e asset". 

Dal punto di vista strategico, quindi, l'operazione aumenta la scala dimensionale di Mps, integrando retail banking e investment banking, cosa che può rafforzare il posizionamento competitivo; "tuttavia - riflette Primanni -, queste operazioni si giudicano sulla capacità concreta di realizzare le sinergie promesse agli azionisti in un contesto di governance chiaro e di collaborazione tra le diverse business unit". 
Il vero discrimine resta il multiplo che il mercato sarà disposto ad attribuire al nuovo gruppo, giacché non è il miglioramento aritmetico del Roe a determinare la creazione di valore, bensì,  la valorizzazione riconosciuta dal mercato: "se tale multiplo dovesse attestarsi intorno a 1x o su livelli inferiori, il rischio di distruzione di valore, in particolare per gli azionisti di Mediobanca, sarebbe concreto", conclude Primanni.

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