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Mps-Generali, Caltagirone ribatte alle accuse

Il presidente della società ha annunciato che rinuncerà ai poteri delegati di voto nelle assemblee delle due società

Mps-Generali, Caltagirone ribatte alle accuse
Il gruppo Caltagirone ribatte alle accuse mosse nel decreto di perquisizione e sequestro che è stato notificato lo scorso 27 novembre nell’ambito dell’inchiesta sul presunto coordinamento con Delfin e Mps per l’opas su Mediobanca

La società, come illustra un comunicato stampa, ha innanzitutto evidenziato che gli asseriti acquisti coordinati di azioni Mediobanca “non sono stati coordinati, differenziandosi invece negli anni per entità e tempistiche”. Stessa posizione anche per quanto riguarda l’addebito di aver concordato con Delfin i voti da esprimere nelle assemblee di Mediobanca: il gruppo afferma che, su 35 delibere poste in votazione dal 2021 al 2024, “soltanto in due” Caltagirone e Delfin hanno espresso “il medesimo voto”. 

In merito all’omissione dell’obbligo di promuovere un’opa su Mediobanca per il presunto voto coordinato in occasione dell’assemblea del 2022 che avrebbe spinto le due società a superare la soglia del 25%, il gruppo romano ricorda di non aver partecipato all’assise e che l’assemblea dell’anno successivo “si è celebrata oltre 16 mesi dopo il preteso superamento della soglia del 25% del capitale di Mediobanca, laddove per legge detto superamento rileva ai fini dell'obbligo di opa solo se verificatosi entro l'anno anteriore”. 

Per quanto infine riguarda la procedura di accelerated book-building promossa dal governo per dismettere la propria partecipazione in Mps, la holding evidenzia che le offerte di Caltagirone e Delfin sono state “diverse sia per volumi che per prezzi”, mentre il voto dei due esponenti della società in seno al board di Mps non è stato determinante ai fini del lancio dell’ops su Mps: “detti consiglieri – si legge nella nota – hanno volontariamente abbandonato l’adunanza che ha deliberato l’ops”.

In ogni caso, al fine dichiarato di “evitare ogni possibile strumentalizzazione dannosa per la società rispetto alla gestione delle partecipazioni direttamente e indirettamente detenute in Mps e Generali”, il presidente Francesco Gaetano Caltagirone ha deciso di “rinunciare ai poteri delegati per l'esecuzione del voto nelle assemblee di Mps e Generali”

Il consiglio di amministrazione ha quindi deliberato che le decisioni del gruppo in merito a queste due società saranno “previamente sottoposte al parere del comitato amministratori indipendenti con le procedure previste per le operazioni con parti correlate di maggiore rilevanza, eventualmente avvalendosi anche di consulenti esterni, e poi deliberate dal consiglio”. Tali decisioni e il relativo parere del comitato amministratori indipendenti, conclude la nota, saranno “portati a conoscenza delle società direttamente e indirettamente controllate affinché possano tenerne conto per le valutazioni di competenza, ferma la piena autonomia deliberativa di ciascuna entità”.

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