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Balbinot: incentivi fiscali per chi si copre dai danni catastrofali

L'idea è stata lanciata a Venezia, nel corso di un convegno su cambiamenti climatici e assicurazioni

Balbinot: incentivi fiscali per chi si copre dai danni catastrofali hp_stnd_img
La scarsa cultura assicurativa che si evidenzia in Italia, caratterizzata da una scarsa sensibilità verso la necessità di assicurarsi in generale, è ancor più marcata contro i rischi catastrofali, data la convinzione, oggigiorno sempre meno realistica, che in ogni caso più grave vi sarà sempre e comunque un intervento da parte dello Stato". È quanto ha voluto sottolineare Sergio Balbinot, chief insurance officer di Generali, nel corso del convegno Climate change. Assicurazione, finanza e impresa. Le vie del cambiamento, svoltosi oggi presso Ca' Foscari a Venezia. "Una delle soluzioni su cui si potrebbe lavorare al fine di incoraggiare comunque la diffusione delle coperture catastrofali - ha spiegato Balbinot - sarebbe quella di prevedere degli incentivi fiscali per i cittadini che si assicurino volontariamente (o semi-volontariamente) contro le catastrofi".

Secondo il cio del Leone, in questo modo si potrebbe "ridurre la misura dell'imposta di assicurazione gravante sui premi versati per le coperture catastrofali". Oggi, infatti, l'aliquota dell'imposta premi su tali coperture è fissata al 22,25% e dunque è la massima prevista dalla legge. "Occorrerebbe una significativa riduzione, coerente con il particolare interesse pubblico alla diffusione di questo tipo di assicurazione". Inoltre, "nella eventuale predisposizione di strumenti legislativi e regolamentari per la disciplina del rischio catastrofale in Italia, si attuino meccanismi atti ad evitare l'antiselezione del rischio attraverso la maggior diffusione possibile della copertura. Tale diffusione, ferme le differenziazioni di premio in base all'ubicazione ed alla sua esposizione al rischio, dovrebbero basarsi su meccanismi obbligatori o semi-obbligatori (con obbligo solo per chi sottoscrive polizze Incendio)".

Balbinot ha poi concluso spiegando che "i cambiamenti climatici non faranno che accentuare in futuro le debolezze del nostro territorio, già oggi caratterizzato da un forte dissesto idrogeologico, e rendono ancora più urgente un intervento in questa materia".

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