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Processo Fonsai, udienza rinviata al 13 dicembre

Salvatore Ligresti non presente in aula. Più di 1000 le richieste di costituzione di parte civile

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Si parte con un rinvio. Il processo contro gli ex vertici di Fondiaria Sai, accusati di falso in bilancio e manipolazione del mercato, ha preso il via questa mattina in un'affollatissima Aula tre del Tribunale di Torino. Tra gli imputati, erano presenti accanto ai loro avvocati solo Fausto Marchionni e Antonio Talarico; assenti sia Salvatore Ligresti, sia Emanuele Erbetta. L'udienza, tuttavia, è stata rinviata al prossimo 13 dicembre, data in cui saranno valutate le numerose richieste di costituzione di parte civile presentate oggi, che al momento risultano essere più di 1.000. Tra di esse, spiccano quelle di Mediobanca, Unicredit, Consob e della stessa Fonsai nella nuova gestione targata Unipol, anche se la società potrebbe essere chiamata a rispondere anche come responsabile civile. Per quanto riguarda in particolare Unicredit, fonti legali hanno spiegato che la banca di piazza Cordusio ritiene di aver avuto un danno a seguito della partecipazione all'aumento di capitale, il cui prospetto si basava sul bilancio 2010, che per la procura di Milano riportava indicazioni sulla riserva sinistri non corrispondenti al vero. La maggior parte delle richieste, come prevedibile, proviene dalle associazioni dei consumatori, tra cui l'Adusbef, Assoconsum, il Movimento consumatori e il Siti (sindacato italiano tutela investimento) che da sola ne ha presentate oltre 800.

Il nodo della competenza territoriale

Una questione che è ancora in sospeso riguarda la competenza territoriale: le difese dei quattro imputati hanno infatti intenzione di chiedere lo spostamento del processo da Torino a un altro tribunale. La mossa è stata preannunciata da uno degli avvocati a margine della prima udienza in corso questa mattina, davanti ai giudici della quarta sezione penale del tribunale di Torino. Per le difese la competenza territoriale è di Milano o al massimo di Firenze e non di Torino. I due reati contestati a Salvatore Ligresti, Emanuele Erbetta, Fausto Marchionni e Antonio Talarico, sono manipolazione del mercato e falso in bilancio aggravato (in relazione all'esercizio 2010). Tra i due, per il codice, quello di manipolazione del mercato è il più grave e per le difese, se commesso, lo sarebbe stato a Milano, dove ha sede la Borsa, o a Firenze, per una questione di gestione del Nis, il sistema telematico di trasmissione dei comunicati stampa delle società quotate a Piazza Affari. Essendo il più grave, in caso di spostamento attrarrebbe anche il reato meno grave e quindi tutto il processo. Prima di poter fare una mossa del genere, comunque, le difese dovranno aspettare la costituzione di tutte le parti, comprese quelle civili.

I tre figli di Salvatore

Dei tre figli di Salvatore, tutti coinvolti nell'inchiesta e accusati degli stessi reati del padre, Giulia è uscita dal processo dopo un patteggiamento, a inizio settembre, di una condanna a due anni e otto mesi; si profila una soluzione simile anche per Jonella, i cui avvocati hanno presentato una proposta di patteggiamento a tre anni e quattro mesi di cui si discuterà il prossimo 19 dicembre; quanto a Paolo, è latitante in Svizzera (Paese di cui ha la cittadinanza) ed è stato rinviato a giudizio pochi giorni fa dal Tribunale di Torino.

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