Mps, Luigi Lovaglio fuori dai giochi
L’attuale ad è fuori dalla lista per il rinnovo del cda della banca senese: a pesare potrebbe essere stata l’indagine cui è sottoposto a Milano
Luigi Lovaglio dovrà dare l’addio al timone del Monte dei Paschi di Siena. L’attuale amministratore delegato (che resterà in carica fino al 15 aprile) è stato escluso dall’elenco dei candidati a ruoli dirigenziali che il cda di Rocca Salimbeni deve rinnovare a breve. In una nota diffusa ieri in tarda serata, Mps ha comunicato i 20 nomi della lista corta per il rinnovo del cda che, come detto, non prevedono la riconferma di Lovaglio, senza indicare una motivazione per la sua esclusione.
Lovaglio è il manager che in questi anni ha di fatto risanato Mps e che, soprattutto, ha guidato la clamorosa operazione che ha portato all’acquisto di Mediobanca, su cui la procura di Milano ha aperto un’indagine per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza. Lovaglio è indagato insieme a Francesco Gaetano Caltagirone e al presidente di Delfin, Francesco Milleri, entrambi azionisti di perso in Mps, Mediobanca e Generali.
La banca conferma di avere ricevuto il via libera dalla Bce per le modifiche statutarie approvate il mese scorso dall'assemblea, che comprendono proprio la lista del cda. La lista, oltre al presidente Nicola Maione contiene, in ordine alfabetico, i nomi di tre potenziali nuovi top manager della banca: Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Ci sono poi alcuni consiglieri uscenti, tra i quali quelli inseriti nel dicembre di due anni fa, quando si dimisero cinque membri dei dodici indicati dal Tesoro in concomitanza con la discesa della partecipazione.
Si tratta dell'attuale Vice presidente Gianluca Brancadoro, di Alessandro Caltagirone, Elena De Simone, Domenico Lombardi, Paola Lucantoni, Marcella Panucci, Francesca Paramico Renzulli e Renato Sala.
I nuovi nomi della lista sono: Paolo Boccardelli, Antonella Centra, Rosa Cipriotti, Simonetta Iarlori, Fabiana Massa, Gianmarco Montanari, Francesca Pace e Paolo Testi.Lovaglio continuerà a gestire l’operatività ma non darà seguito al programma di incontrare gli investitori per presentare il suo piano che a questo punto appare congelato. Non è da escludere che anche i cda di Mps e Mediobanca, fissati martedì 10 per definire i concambi della fusione tra i due istituti, siano aggiornati. Secondo alcuni osservatori, citati dal Corriere della Sera, non è da scartare l’idea che si possa arrivare a rimandare l’operazione in attesa della nuova governance.
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