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Net Insurance è pronta alla fase due

Superato il momento più critico, legato alla possibile frode scoperta nei conti della compagnia, si apre ora la sfida degli obiettivi di crescita. Ne ha parlato, in esclusiva a InsuranceTrade.it, l'amministratore delegato, Andrea Battista

16/05/2019
Per Net Insurance sta per iniziare la “fase due” della gestione di una vicenda complessa, che ne ha in parte rallentato la corsa verso le nuove ambizioni di sviluppo, ma che, attraverso un’approfondita e radicale revisione, sta permettendo un totale rinnovamento dell’impresa. Ci riferiamo ovviamente a quello che la compagnia a fine marzo ha definito come una “possibile frode”, volta alla sottrazione di Titoli di Stato presenti nei portafogli della compagnia, per un ammontare complessivo massimo potenziale di circa 26 milioni di euro, al lordo di effetti fiscali e dei recuperi legali che avverranno, e di cui sono state impostate le iniziative. Da quel momento, per Net Insurance è iniziata una sfida che oggi arriva a una svolta, come conferma il ceo, Andrea Battista, in quest’intervista a InsuranceTrade.it. “Come riportato nel comunicato del 30 marzo scorso, prima del nostro arrivo – spiega l’amministratore delegato – sono stati distratti Titoli di Stato per un valore di circa 26 milioni. L’abbiamo scoperto attraverso la revisione delle attività intraprese, come normalmente avviene in casi in cui si insedia un nuovo management, per fare un’analisi approfondita delle prassi e dei processi aziendali da migliorare. Assunta la responsabilità della gestione della società siamo andati a fondo in tutte le problematiche, come si fa di solito in questi casi”.

PRIMA SCELTA COMUNICATIVA 
E così, attraverso questo approccio, sono emersi i fatti che il nuovo management ha dovuto affrontare guardando il problema in faccia e comunicando all’esterno un quadro chiaro, diretto ed esplicito, operando così una prima scelta di tipo comunicativo. È stata adottata una “strategia olistica”, come sottolinea Battista, in cui ogni possibile impatto è stato analizzato, individuando così il modo di affrontarlo. “Stiamo conducendo – continua – analisi e revisioni molto approfondite, e stiamo rivedendo tutti i processi fondamentali dell’azienda, in modo da dare rassicurazioni ad azionisti e clienti che il problema è circoscritto. Stiamo così accelerando il cambiamento. Gli standard operativi dell’azienda non riflettono le debolezze che hanno dato origine all’illecito, e i nostri processi ora godranno delle migliori modalità di gestione e controllo dei rischi”.

SOSTEGNO, FIDUCIA E COLLABORAZIONE 
Durante la fase più critica, il titolo di Net Insurance ha perso tra 0,8 e 1 euro, a fronte di una perdita derivante dalla possibile frode calcolata di 1,2 euro: per certi versi è una reazione razionale”, commenta Battista che, per ribadire la sua immutata fiducia nel progetto, ha comprato in questi mesi oltre 21 mila azioni, per un controvalore di quasi 83 mila euro. “Dagli azionisti – prosegue l’ad – è arrivato un messaggio di sostegno al lavoro che stiamo facendo. È una fiducia che vogliamo ripagare soprattutto con i risultati delle azioni in corso”. Anche dai partner sono giunte conferme positive, sia da quelli del business storico di Net Insurance, cioè la cessione del quinto, sia dai nuovi player di bancassicurazione, Cassa di risparmio di Bolzano e Banca popolare di Puglia e Basilicata. “Con Sparkasse – ricorda Battista – siamo partiti il 2 maggio, quando l’accordo prevedeva l’avvio della collaborazione da luglio, mentre con Puglia e Basilicata si partirà entro l’estate. Quindi non solo ci sono segnali di fiducia, ma anche concreta collaborazione in un momento non facile che però, sono certo, sarà di passaggio”. Il business della gestione del quinto è peraltro in crescita rispetto all’anno scorso e l’attività non ha subito sostanziali rallentamenti: “questo – precisa Battista – non vuol dire che non ci siano stati impatti, ma che stiamo lavorando bene e che il modello di business è resiliente”.

IL NUOVO MANAGEMENT 
Superata la fase più critica, si apre la sfida degli obiettivi di crescita. “Ciascuna funzione aziendale – spiega l’ad – deve contribuire all’obiettivo essenziale di quest’anno, cioè costruire la nuova divisione bancassicurazione, broker e digitale, e invertire decisamente la tendenza alla stabilità dei volumi, cosa già in parte avvenuta. Stiamo costruendo una società tecnologicamente avanzata, puntando su velocità, flessibilità, innovazione e personalizzazione”. Accanto a Battista, opera il nuovo top management: Luigi Di Capua, chief financial officer; Stefano Longo, chief business officer; Fabio Pittana, chief operating officer e Rossella Vignoletti, chief marketing officer; tutti manager di livello scelti per la forte seniority, in grado quindi di essere subito operativi, e con cui Battista ha in alcuni casi lavorato in passato.

PROGETTI, OBIETTIVI E FUTURO (ANCHE DIGITALE) 
In quattro mesi, Net Insurance è diventata operativa in tutte le linee di business: bancassicurazione, broker retail e piattaforme digitali. Per quanto riguarda il primo punto, la compagnia vuole diventare “la piattaforma aperta, indipendente e specializzata nei prodotti protezione per tutte quelle banche medio-piccole che non hanno proprie compagnie o relazioni strutturate di bancassicurazione”, sottolinea Battista. Cassa di risparmio di Bolzano e Banca popolare di Puglia e Basilicata sono la base fondante, ma entro l’anno ci saranno altri accordi. 
I broker, dal canto loro, stanno guardando al retail con maggiore attenzione perché è un business necessario per il loro sviluppo: Net Insurance vede uno spazio interessante in un settore in crescita e meno presidiato dai player tradizionali. “Ci indirizziamo verso broker medi, con cui si stanno instaurando saldi rapporti di fiducia”, precisa l’ad di Net Insurance. 
Infine, le piattaforme digitali, “un positivo punto interrogativo, per così dire”, secondo Battista, che impegna tutto il settore assicurativo. “Le piattaforme – argomenta – hanno due funzioni: una a servizio delle nostre nuove attività principali, l’altra come vera e propria linea di business per la vendita di polizze. Pensiamo a prodotti relativamente semplici ma non banali: l’importante, però, è che siano polizze nativamente digitali”. Il mondo dell’instant insurance e delle micro insurance è nuovo e va scoperto, ma potrebbe avere un grande potenziale che, chiosa Battista, è nelle mani degli operatori: “è un nuovo business che nascerà dal comportamento dei player in campo, che non dovranno però limitarsi a digitalizzare le vecchie polizze e farle così passare per instant insurance”, conclude l’amministratore delegato.

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