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Sna, sul Fondo pensione agenti sale la tensione

Il Comitato Gaa conferma al presidente Claudio Demozzi il mandato per negoziare con le istituzioni. Tonino Rosato: momento difficile, serve unità

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Sono giorni complicati per il mondo dell’intermediazione agenziale, che, ancora una volta si trova a dover affrontare i problemi ormai storici della disintermediazione e del salvataggio del Fondo pensione agenti, senza la necessaria coesione. Lunedì scorso, 2 marzo, si è svolta una riunione molto partecipata del Comitato Gaa di Sna, a cui ha preso parte anche il presidente del sindacato, Claudio Demozzi, e da cui sono scaturite una serie di prese di posizione, anche divergenti. A questo si è aggiunta una newsletter di Sna che ha fortemente irritato il presidente del gruppo agenti Toro (Gaat), Roberto Salvi, il quale ha detto di voler muovere azioni legali contro il sindacato. “A me spiace – ha commentato Tonino Rosato, presidente del comitato dei gruppi di Sna, sentito al telefono da Insurance Daily – che in un momento così difficile, certe decisioni creino dei solchi difficili da sanare: dobbiamo cercare di ricucire e non spaccare ulteriormente”. 

No a un'altra perizia attuariale
In generale, tutti i presidenti di gruppo hanno grande consapevolezza del momento difficile. Per quanto riguarda il Fondo pensione agenti, è emersa la chiara necessità che il fondo debba essere salvato. Per questo, alla riunione di lunedì, i gruppi aziendali hanno confermato a Sna, ha spiegato Rosato, la piena operatività negoziale. “Abbiamo richiamato le altre rappresentanze generaliste, e quindi anche l’Ania, a mettere in campo il senso di responsabilità”. Durante i lavori del comitato è stata anche analizzata l’iniziativa del gruppo agenti Toro, di conferire allo Studio Crenca&Associati il mandato per un’altra perizia. “Tuttavia – ha precisato Rosato – si è deciso di non dare un altro incarico per un nuova perizia, almeno per il momento; soprattutto dopo l’intervento del presidente Demozzi che ha esplicitato la sua visione del problema sotto un profilo politico, e non tecnico-attuariale”.

Sono stati fatti già tre studi di questo tipo sul fondo pensione, ma Salvi ha comunque voluto dare un contributo proponendo un’ulteriore perizia. “In questa fase però, con i tempi così stretti – ha commentato il presidente del comitato – si è ritenuto non necessario un nuovo approfondimento. Ma non c’è stata alcuna votazione su questo punto: si è condivisa l’urgenza di appoggiare l’iniziativa di Sna e di non dare corso a quella del Gaat. È stata una conseguenza dei lavori: dar corso agli eventi per capire cosa succederà”.

Essenziale trovare un compromesso 
Al momento il ministero del Lavoro si sta attivando per una mediazione. Proprio in questi giorni si stanno intensificando i colloqui tra ministero, cda del fondo e Covip per arrivare a una proposta condivisa per scongiurare il commissariamento. “Resta comunque da sottolineare – ha precisato Rosato – che il commissario non sarebbe chiamato a liquidare il fondo tout court, con tutte le conseguenze che si possono immaginare, ma a proporre in prima persona un nuovo piano che consenta al fondo di ritrovare un equilibrio prospettico. Fpa non è, e non può diventare, un soggetto fallito”. 

Lo Sna, come sappiamo, si sta muovendo in modo diverso dalle altre associazioni di categoria degli agenti, che invece hanno sostanzialmente accettato la soluzione di Ania. Rosato, tuttavia, intravede qualche segnale di ripensamento, almeno a giudicare dai comunicati di Anapa e Unapass, dopo gli incontri con il sottosegretario al ministero del Lavoro, Massimo Cassano. “Mi pare – ha detto – che ci sia stata una dichiarazione di supporto all’azione mediatrice del ministero”. 

Ed è proprio questo che Sna, attraverso la ricerca di una mediazione istituzionale ad alto livello, sta cercando di trovare: un compromesso che tuteli le parti e che consideri che il fondo è gestito in parti uguali da compagnie e agenti. “La proposta di Ania non era una proposta di compromesso: noi abbiamo ribadito, come comitato dei gruppi, che la trattativa deve restare di stampo generalista, e che solo nell’ambito di un accordo di primo livello – ha sottolineato Rosato – si può delegare qualche istituto al secondo livello”. In questo senso, nell’ambito di un quadro condiviso, anche il tabù della trasformazione del fondo da prestazione definita, difesa da Sna, e contribuzione definita, proposta da Ania, può entrare in discussione: “l’importante – ha precisato – è che ci sia una gradualità dei cambiamenti nel tempo”. L’obiettivo è quello che il fondo resti attrattivo per ogni singolo componente e che quindi gli investimenti continuino a dare rendimenti convenienti.

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