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L’Uea, commissioni insostenibili per gli intermediari

Con il limite ai pagamenti in contanti imposto a 1000 euro, saranno altissime le tasse che gli agenti dovranno pagare per ogni operazione tramite Pos. Filippo Gariglio, presidente dell’Unione europea assicuratori, lancia l’allarme affinché si sviluppino accordi che portino a una riduzione consistente di questi costi

12/01/2012

"Non possiamo accettare che un automatismo incida in modo così pesante sui ricavi degli intermediari professionali, già sottoposti a continue erosioni di redditività". Questo l'allarme lanciato da Filippo Gariglio, presidente dell'Unione Europea Assicuratori (Uea), nei confronti delle alte commissioni che gli intermediari assicurativi si troveranno a dover pagare a seguito delle norme sull'uso del contante, introdotte dal Governo nel decreto Salva-Italia.

L'associazione parla di "pesanti ripercussioni per gli agenti di assicurazione, se non si troveranno soluzioni per abbassare le commissioni sul transato". La norma prevede, nella sua interpretazione più restrittiva, che gli assicurati saranno indotti all'utilizzo di carte di credito, debito o bancomat, per il pagamento dell'rc auto oltre il limite massimo dei 1000 euro. Ma l'interpretazione più cupa per gli agenti fissa il tetto dei 1000 euro calcolato sul costo annuo del contratto: tale costo spesso include altre garanzie come, solo per fare un esempio, il furto incendio.

In un momento di aumento dei volumi, l'uso intensivo del Pos, il metodo di pagamento elettronico, determinerà un costo particolarmente oneroso per gli incassi dei premi rca. Soprattutto considerando i tassi praticati normalmente dai gestori tramite Pos. Per rendere più chiara la questione proviamo a fare un esempio: nell'ipotesi che il tasso praticato, tra i migliori del mercato, sia quello dello 0,55%, per una rata rca da 1000 euro si avrà un costo pari a 6,93 euro. Questo calcolo è comprensivo tra l'altro di 260 euro tra tasse e contributi. L'Uea fa anche notare che "su 1000 euro nette di premio, la provvigione può variare da 70 a 100 euro, e quindi si avrà un'incidenza sulle provvigioni variabile rispettivamente dal 9,9% al 6,93%.

L'intervento dell'associazione non è però distruttivo o meramente corporativo. "Non intendiamo - precisa Gariglio - frenare o rallentare il processo di modernizzazione del Paese e la sua evoluzione, e nemmeno sottrarci alle innovazioni, anzi, vogliamo essere parte attiva di questo processo nella relazione con il cliente assicurato". L'intenzione, fa sapere la Uea, è "sollecitare il sistema nel suo insieme", il che vuol dire coinvolgere istituzioni, banche e tutti gli organi deputati, al fine di "agevolare il pagamento elettronico attraverso provvedimenti o accordi che portino a una riduzione consistente di questi costi".

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