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Gli agenti Generali sono compatti per Perissinotto

Il gruppo esprime pieno dissenso nei confronti di Mediobanca che domani chiederà l'uscita del Group ceo

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Il gruppo agenti Generali difende Giovanni Perissinotto e attacca l'azionista di maggioranza relativa, Mediobanca, che ha deciso di sfiduciare il Group ceo. Gli agenti delle Generali sono il più nutrito gruppo italiano (si contano in circa 1350) ed esprimono in una nota il loro pieno dissenso" in previsione del cda straordinario di domani che, quasi certamente, vedrà l'uscita del manager alla guida del Leone da dieci anni. 

Gli intermediari ritengono che la scelta di silurare il ceo "sulla sola scorta dell'andamento del titolo e in riscontro all'insofferenza espressa da alcuni dei grandi soci", tra cui Leonardo Del Vecchio di Luxottica, Gaetano Caltagirone e Lorenzo Pellicioli ad di De Agostini, sia "una scelta strategica miope e profondamente nociva per la stessa salute e solidità finanziaria del gruppo, dal momento in cui non tiene conto dei più importanti risultati tecnici conseguiti anche in costanza di una recessione globale".

Se è vero infatti che il titolo ha subito una flessione del 29% da inizio 2012, toccando i minimi ieri a 8,15 euro per azione, è altrettanto vero che la compagnia ha chiuso il primo trimestre di quest'anno con un utile netto pari a 576 milioni di euro. Gli agenti ricordano, a questo proposito, come Perissinotto abbia sempre "creduto nel valore cruciale e insostituibile della rete degli agenti di assicurazione delle Generali", e come questo sforzo sia stato ricompensato dagli stessi risultati "registrati nella raccolta vita e danni, ineguagliati da nessun altra rete o compagnia".

La rete non solo difende il ceo, ma critica anche la decisione di imporre a capo del gruppo un manager esterno (si parla di Mario Greco di Zurich), non tanto per sfiducia rispetto alle capacità del futuro amministratore, quanto per la rottura rispetto alla tradizione di Generali che questa scelta comporterebbe. In oltre cento anni, sulla poltrona più ambita nel panorama assicurativo italiano, si sono avvicendati solo uomini che hanno fatto carriera interna al gruppo, scalando le posizioni, sempre nell'interesse della compagnia. Nella nota pertanto si legge che la scelta è degna quantomeno "di riflessione sui rischi e sulle opportunità, in un'ottica di lungo periodo", considerato anche che la gestione tecnica subirebbe un cambiamento di rotta, evidentemente inviso agli agenti.

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