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Agenti Toro, dal congresso viva preoccupazione per la scomparsa del marchio

Roberto Salvi riconfermato presidente. A lui mandato per tutelare l'identità della categoria

29/01/2013
Viva preoccupazione per la perdita di identità di un marchio storico come quello delle agenzie Toro. Questo il sentimento che ha dominato il 55 esimo congresso del gruppo agenti Toro, svoltosi a Bologna dal 25 al 27 gennaio scorso. Il marchio, qualora i piani del nuovo management di Generali dovessero realizzarsi a pieno, scomparirà entro il 2015. Per quella data le attività assicurative Toro e la rete confluiranno nel nuovo soggetto Assicurazioni Generali Italia, che ridurrà gli attuali nove marchi a soli tre: Generali, Alleanza e Genertel.

Il marchio Toro è uno dei più antichi d'Italia e per questo il Gaat teme il rischio che venga meno l'identità di intermediari che hanno sempre agito con grande professionalità e dedizione verso la compagnia e i clienti". Al centro della due giorni, un dibattito sul patrimonio di relazione con la clientela e con il territorio: un ambiente definito di "elezione", che rischia di scomparire "in modo irreversibile, senza alcuna possibilità di recupero in un mercato sempre più competitivo".

Nonostante queste forti criticità, o forse proprio per queste, la partecipazione degli agenti è stata vastissima, e ci sono stati interventi di grande efficacia e contributo: come quello del professor Claudio Cacciamani, docente alla facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Parma, e dell'avvocato Rudi Floreani, esperto di diritto delle assicurazioni, dell'intermediazione assicurativa e di diritto industriale.

Riconfermato ancora una volta presidente del gruppo è stato Roberto Salvi, a cui è stato conferito mandato e legittimazione giuridica "per attivarsi nell'affermazione e nella difesa dell'identità, della storia e dei valori che identificano gli agenti iscritti al Gaat".

Il presidente, che in passato ha ricoperto importanti incarichi sindacali, guida il gruppo agenti Toro da oltre un decennio con l'unanime consenso dei colleghi, che nutrono grande fiducia in lui. "Dal mandato attribuitogli - si legge in una nota - può dipendere il futuro di una rete di agenti ritenuta fra le più qualificate e prestigiose del mercato".

A Roberto Salvi, quindi, è stato dato l'incarico di adoperarsi con ogni mezzo opportuno per essere "costantemente aggiornato" sullo stato di ogni atto correlato al progetto di fusione. Gli agenti credono di poter così tutelare al meglio e tempestivamente la rete "con tutte le azioni tecniche e giuridiche che si renderanno necessarie".

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