Insurance Trade

Prima convention di Anapa, riaperto il dialogo con le compagnie

Non un sindacato, ma un'associazione di imprenditori. Cirasola, fare sistema con imprese e consumatori per lo sviluppo

08/02/2013
Anapa in pochi mesi di vita può vantare più di mille iscritti. Questo uno degli annunci che maggiormente ha scaldato la platea della sala dell'Hotel Michelangelo di Milano, ieri pomeriggio durante la prima convention nazionale di Anapa, l'associazione nazionale degli agenti professionisti di assicurazione. Un convegno altamente partecipato che ha visto soprattutto la presenza in prima fila dell'Ania: Aldo Minucci, il presidente, ha ascoltato il discorso introduttivo del numero uno della nuova associazione, Vincenzo Cirasola, che, visibilmente emozionato e a tratti provato, ha presentato la nuova creatura, nata da una pesante scissione da Sna e Unapass. Minucci ha poi partecipato alla tavola rotonda insieme al vice presidente di Federconsumatori, Francesco Avallone, a Massimo Greco, responsabile dei servizi informativi del ministero dello Sviluppo economico e allO stesso Cirasola. Minucci, applaudito per le parole concilianti e di stima che ha rivolto a quella parte di agenti riuniti in sala, ha definito chiaramente la convention un'occasione di riapertura di dialogo", sottolineando che la propria presenza è un attestato "della cura che le compagnie hanno nei confronti degli agenti".

COMPAGNIE IN PRIMA FILA
Ha fatto indubbiamente sensazione, e contemporaneamente ha segnalato quanto le imprese credano nella nuova associazione nata per volontà principalmente di dodici presidenti di gruppo trovatisi subito in disaccordo con le scelte dei sindacati tradizionali Sna e Unapass, la presenza di molti manager di compagnie. Dall'ad di Allianz Italia George Sartorel, che ha anche preso brevemente la parola per un saluto alla sala, all'ad di Zurich, Camillo Candia; passando per Andrea Mencattini (ad di Alleanza-Toro); il vice direttore generale di Generali, Manlio Lostuzzi; i direttori generali di Reale Mutua, Luigi Lana, di Vittoria, Cesare Cardarelli, e di Sara, Alessandro Santoliquido.

ANAPA NATA PER FARE SISTEMA
Ma quali sono gli obiettivi di Anapa e perché vuole differenziarsi nettamente dai sindacati tradizionali? La risposta è, in parte, nello stesso nome: Anapa è un'associazione, che garantisce anche una tutela sindacale per gli agenti associati. Questo concetto fondamentale è stato ricordato in apertura da Antonello Galdi, ex Sna, e ribadito dal presidente Cirasola. "Siamo tutti, agenti, imprese, consumatori - ha detto il presidente - complementari e coessenziali. Gli intermediari professionali sono prima di tutto imprenditori e quindi le compagnie devono essere considerate business partner". Una politica che rigetta la contrapposizione netta e che è stata accolta con favore dal mondo delle imprese. Cirasola ha chiarito le basi da cui partire e i nodi principali da sciogliere, all'interno del cercato, e forse ritrovato, dialogo: "E' necessario - ha annunciato - rivedere l'istituto della rivalsa, mettere mano al fondo pensione, lottare contro qualsiasi forma di disintermediazione". Superare anni di scontri tra agenti, compagnie e regolatore non sarà certo semplice, anche se la profferta al dialogo da parte della nuova associazione è un buon punto di partenza. Cirasola ha comunque mandato un messaggio chiaro: in nome del dialogo non si potranno sacrificare i diritti. "Quanto costa alle compagnie - ha chiesto dal palco - perdere una rete fedele e in esclusiva?"

ANIA, LE COLLABORAZIONI INTACCANO ASSET DI VALORE
I provvedimenti del governo, soprattutto il via libera alla collaborazione tra intermediari, sembrano invece andare in un'altra direzione. Per stimolare la concorrenza tra compagnie, il legislatore sta cercando da tempo di sfilacciare i legami tra agenti e imprese. Anapa non è contraria alle collaborazioni, ma non le ritiene utili a livello strategico, ma solo tattico. Contrarie al provvedimento, invece, sono state da subito le compagnie. Minucci, durante la tavola rotonda ne ha ribadito, trovando accordo nella platea, il motivo: "Per le imprese - ha esordito - la rete è un asset patrimoniale al momento essenziale. Quando il legislatore tocca la distribuzione, intacca un asset di valore. La collaborazione tra intermediari è un elemento disgregatore, che inficia anche sulla responsabilità formativa delle compagnie verso l'agente. Come reagirà il mercato quando le collaborazioni saranno un fenomeno strutturale? Come potranno le imprese creare un rapporto fiduciario con il cliente? Ecco con questi provvedimenti, avulsi dalle reali necessità, non si abbassano le tariffe".

CONSUMATORI, AGENTI CANALE RESPONSABILE
Il fine ultimo di ogni governo che interviene sul settore assicurativo in realtà è proprio questo: sgravare le famiglie dal peso, talvolta insostenibile, dell'Rc auto. Cavallo di battaglia di Federconsumatori, che con Avallone ha fatto sentire la vicinanza agli agenti, pungolando l'Ania a "fare molto di più per la rete agenziale". Secondo Federconsumatori "la trasparenza sarà il futuro del risparmio e gli agenti rappresentano per questo un canale che riconosciamo responsabile". I risparmi delle famiglie, dati alla mano, sono sei volte il pil italiano: intercettare questo valore può essere il compito dell'agente del futuro.
"Occorre - ha ribadito Minucci - che gli agenti puntino sul proprio know-how. Basta con la dipendenza da Rc auto: l'agente sviluppi i nuovi bisogni di protezione. Le imprese ci saranno, faranno attenzione ai costi e salvaguarderanno la professionalità dell'agente. E' giunto il momento in cui ognuno si assuma le responsabilità per tornare al tavolo delle trattative, ma con un 'comune sentire'. Gli agenti potranno essere partner fondamentali - ha concluso il presidente dell'Ania - quando si dovrà interloquire con il futuro governo".

IL DIALOGO SOTTO IL PESO DELLA CRISI
Il messaggio di Ania e delle compagnie è chiaro. E' percepibile la necessità di ritrovare un dialogo costruttivo con un organismo degli agenti che faccia da cornice di concertazione generale, entro cui iscrivere quella particolare tra mandante e gruppi. Anapa accetta e rilancia questa sfida, ma sullo sfondo le nuove norme sono invece uno stimolo all'indipendenza sempre più spinta dell'intermediario. E la crisi potrebbe non arrestarsi neanche nel 2013.

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