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Fpa, ecco il piano per le nuove generazioni

Il blocco dei trasferimenti ha acceso le polemiche e le preoccupazioni intorno alla sostenibilità del fondo pensioni. La direzione cerca di fare chiarezza

Fpa, ecco il piano per le nuove generazioni hp_stnd_img
Dopo una settimana di dibattiti sul fondo pensione agenti, parla finalmente il fondo stesso per chiarire alcune questioni definite "insinuazioni". La replica della direzione del fondo vuole fare chiarezza tra una ridda di dichiarazioni e prese di posizione, soprattutto da parte dei principali sindacati degli agenti. 
"Precisiamo innanzitutto - si legge nel comunicato di Fpa - che le difficoltà che sta attraversando il fondo non riguardano la situazione economico-finanziaria, in quanto il patrimonio è ancora in accrescimento, ma la sostenibilità di lungo periodo e in particolare il disavanzo attuariale conseguente all'applicazione delle nuove disposizioni sul calcolo delle riserve". Questi disavanzi, oltre che derivanti dall'applicazione di nuovi calcoli attuariali, derivano anche da situazioni congiunturali: l'allungamento della vita, il periodo di bassi tassi di interesse e uno scarso numero di nuove adesioni.

Il problema è che il fondo pensione, essendo a gruppo chiuso, non è in grado, al momento, di garantire una sostenibilità sul lungo periodo. Non si tratta del cosiddetto buco di bilancio, come precisa la nota, anche perché, a garanzia della gestione ordinaria i bilanci sono "tutti certificati da un attuario indipendente", come del resto l'ultimo disponibile, il bilancio 2012, che presenta "una situazione di equilibrio".
Per risolvere la questione, che certamente non è di poco conto e riguarda il futuro di molti agenti in attività, ma anche di quelli che vorranno intraprendere nei prossimi anni questa professione, "è stato predisposto un piano di riequilibrio attualmente all'esame delle parti sociali", cioè sindacati e Ania. Le responsabilità della governance del fondo si dividono al 50% (unico istituto di questo tipo nel settore) tra intermediari e compagnie.

In nome della tutela degli iscritti
Intanto la scorsa settimana la direzione del fondo ha deciso di sospendere temporaneamente i trasferimenti volontari in attesa della definizione proprio di quel piano di risanamento che riporterà l'istituto all'equilibrio prospettico. La decisione ha creato non poco scontento e spaesamento.
Tuttavia la direzione giustifica questo atto e lo rivendica necessario per la "tutela di tutta la collettività degli iscritti". Secondo la versione di Fpa, "un numero molto elevato di richieste di trasferimento avrebbe infatti compromesso la realizzazione di qualsiasi piano di riequilibrio, tenuto conto della natura a capitalizzazione collettiva del fondo.

Sacrifici per gli agenti, supporto da parte dell'Ania
Ma come si articolerà il piano di riequilibrio? Saranno chiesti importanti interventi da parte di Ania, ma anche sacrifici da parte degli agenti. Secondo quanto riporta Fpa, gli "interventi mirati sulle varie categorie di iscritti" saranno ispirati a un "principio di equità che stabilisce prestazioni pensionistiche per ciascun aderente strettamente collegate all'effettiva contribuzione versata". Questo servirebbe in prima battuta per mitigare lo squilibrio intergenerazionale: "le prestazioni eccessivamente generose, relative ai vecchi iscritti, verranno ridotte mentre verranno aumentate quelle dei giovani". Le misure, inoltre, saranno da stimolo per i giovani che, si augura Fpa, aderiranno più numerosi.

La posizione delle rappresentanze
I prossimi mesi saranno quindi decisivi per la buona riuscita del piano di riequilibrio, che, è necessario ricordare, deve essere ancora definito nei dettagli e concordato tra Ania e gli agenti che gestiscono il fondo, cioè lo Sna. Proprio il presidente del maggior sindacato di categoria, Claudio Demozzi, ha rassicurato sulla vicenda, ridimensionando la questione della sospensione dei trasferimenti volontari, pur definendo la decisione "sofferta".
Diverso è invece il punto di vista di Anapa, che ha lanciato un allarme, chiedendo a gran voce che la situazione del fondo sia valutata da un advisor indipendente, e che si provveda a una vera e propria riforma e non a un intervento che, il presidente dell'associazione, Vincenzo Cirasola, definisce "palliativo".

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