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Unipol Banca è stata venduta a Bper

Ieri l’ok del cda di Unipol, che completa così il proprio riassetto nel settore del credito. I risultati preliminari del gruppo segnano un utile netto di 948 milioni di euro

08/02/2019
Il cda di Unipol, riunitosi ieri a Bologna, ha definito la vendita del 100% di Unipol Banca a Bper per 220 milioni di euro. Contemporaneamente, attraverso UnipolRec (veicolo costituito per gestire le sofferenze della compagnia) ha anche rilevato da Bper un pacchetto di Npl del valore complessivo di 1,3 miliardi per 130 milioni. Prima di definire la vendita di Unipol Banca a Bper, nel gruppo Unipol verrà effettuato un mini riassetto già previsto dagli accordi tra Unipol e UnipolSai. In particolare, il cda di UnipolSai ha deliberato di esercitare l'opzione di vendita relativa al 27,49% del capitale sociale di Unipol Banca e di UnipolReC, a essa spettante nei confronti di Unipol in virtù del contratto di opzione sottoscritto, il 31 dicembre 2013, tra Unipol e l'allora Fondiaria-Sai. In conseguenza di ciò Unipol dovrà pagare in favore di UnipolSai un corrispettivo pari a euro 579,1 milioni. A esito dell’esercizio dell'opzione put, Unipol deterrà una partecipazione diretta in Unipol Banca e in UnipolReC corrispondente all'85,24% del rispettivo capitale sociale mentre le restanti quote di tali società resteranno nella titolarità di UnipolSai.

Cimbri: il marchio Unipol Banca sparirà

"Volevamo dare una prospettiva industriale a Unipol Banca, non liberarcene", ha spiegato l'amministratore delegato Carlo Cimbri, parlando con gli analisti e la stampa. Secondo il numero uno di Unipol questa operazione "viene da lontano" e "segna il completamento di un processo strategico avviato ormai nel 2010, finalizzato alla rifocalizzazione e all'espansione del gruppo nel settore assicurativo. Un processo - ha aggiunto - che ha visto diverse tappe: prima la ristrutturazione del gruppo Unipol, poi l'acquisizione e successiva integrazione di Fonsai e trova oggi nella cessione di Unipol Banca il proprio completamento". In definitiva, il gruppo Unipol "non sarà più un conglomerato finanziario, né un gruppo bancario ma solo un gruppo assicurativo". Sul futuro della partecipazione di Unipol in Bper (di cui il gruppo bolognese è il primo socio), Cimbri ha spiegato che "oggi abbiamo il 15% di Bper ma siamo autorizzati a salire al 20% e lo faremo. Ci vediamo come azionisti di lungo termine, vogliamo un'alleanza forte e stabile e possibili sinergie a livello di clienti e di prodotti con Bper, allo stesso tempo supporteremo Bper in programmi e progetti di sviluppo nel panorama bancario italiano", ha aggiunto Cimbri sottolineando che "da oggi il nostro interesse non è più quello di gestire in proprio una banca ma di creare le condizioni affinchè Bper possa fare bene". L'ad di Unipol ha poi precisato che Il marchio Unipol Banca sparira. "In tutte le sue filiali, Bper venderà prodotti Arca, che è la nostra controllata di bancassurance, che fornisce prodotti anche alla Popolare di Sondrio. Non ci saranno ulteriori accordi di distribuzione, li valuteremo poi, se saranno di reciproco interesse".

Risultati preliminari in crescita

Sempre ieri, inoltre, il cda ha approvato i risultati preliminari consolidati 2018 che vedono un risultato netto consolidato pari a 948 milioni (erano 537 milioni nel 2017 per effetto della ristrutturazione del comparto bancario). La raccolta diretta assicurativa, al netto di Popolare Vita, si attesta a 12,2 miliardi (+5,7%) e il risultato consolidato lordo, sempre del comparto assicurativo, a 1,269 miliardi (+61%).
La raccolta netta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, si è attestata a 12.349 milioni di euro (+0,5% rispetto ai 12.291 milioni del 2017). A perimetro omogeneo, la raccolta del gruppo risulta pari a 12.245 milioni di euro, in crescita del 5,7% rispetto agli 11.586 milioni del 2017. In crescita il settore danni (7.953 milioni di raccolta, +1,1% rispetto al 2017), con un lieve progresso anche dei premi nel segmento auto (+0,3%); bene anche il non auto, che ha raccolto premi per 3.770 milioni (+2%). Sul versante della sinistralità, nel corso dell’esercizio appena conclusosi, si è registrato nel ramo Rc auto un ulteriore miglioramento in termini di frequenza e contenimento dei costi. Si conferma la leadership europea nel settore delle black box installate nei veicoli, passate dai 3,5 milioni del 2017 ai 3,8 milioni del 2018. Il combined ratio al 94,3% risulta in lieve miglioramento (era 94,4%) e il solvency ratio consolidato si attesta al 202%.
Nel comparto vita, il gruppo Unipol ha registrato nell’esercizio 2018 una significativa crescita di fatturato raggiungendo, a perimetro omogeneo, una raccolta diretta pari a 4.292 milioni di euro (+15,4% rispetto ai 3.719 del 2017) trainata dal comparto bancassurance dopo il rinnovo degli accordi di distribuzione di Arca Vita con le principali banche collocatrici.

A maggio la presentazione del nuovo piano industriale

Il cda di Unipol ha formulato un’ipotesi di dividendo unitario pari a 0,145 euro per azione, in linea con il 2017 (dividend yield al 6,82%). Una nota sottolinea infine come siano stati centrati i target del piano 2015-2018 con utili ordinari consolidati cumulati per 1.847 milioni di euro e cedole cumulate per 1,173 miliardi.
Unipol presenterà il nuovo piano industriale a maggio, in occasione della presentazione della trimestrale, e dopo il rinnovo del cda. "Nel piano - ha rivelato Cimbri - non ci sarà alcun tipo di ristrutturazione di assetto societario, né alcun tipo di accorciamento della catena, che  oggi è un non tema, perché il valore del gruppo Unipol è di una intelligibilità cristallina per il mercato, perchè ha l'80% di UnipolSai, avra' 600 milioni di esposizione netta su Unipol Rec e il 10% di Bper, cioè tutte aziende quotate a parte la Rec".


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