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Mps, colpo di scena a Siena

L’assemblea di ieri riporta Luigi Lovaglio alla guida dell’istituto che, attraverso Mediobanca, controlla il 13,2% di Generali

Mps, colpo di scena a Siena
Potrebbe sembrare la trama di un film: cacciato bruscamente dalla finestra poche settimane fa, Luigi Lovaglio rientra dalla porta principale alla guida del Monte dei Paschi di Siena. L’esito dell’assemblea di ieri della più antica banca del mondo è stato un colpo di scena, dove determinante è stata la scelta di Delfin di appoggiare la lista outsider di Plt Holding della famiglia Tortora, votata anche da investitori di peso come il fondo norvegese Norges e Blackrock, e anche (e soprattutto) da Banco Bpm. Alla fine alla lista del cda uscente, appoggiata da Francesco Gaetano Caltagirone, sono andati il 38,79% dei voti (25,12% del capitale), superata da quella di Plt che ha vinto con il 49,95% dei voti (32,43% del capitale), garantendosi otto posti nel prossimo cda. 

È evidente come il ribaltone senese abbia un chiaro riflesso su Generali, di cui Mediobanca (ora totalmente controllata da Mps) possiede il 13,2%. L’alleanza ideale che sembravano portare avanti Caltagirone e Delfin, allineati finora sui principali dossier finanziari in cui sono coinvolti, si è di fatto interrotta. Il colpo lo ha incassato l’ingegnere romano, che del Leone di Trieste ha il 6,3%, e che in passato ha tentato di mettere alla guida di Generali una figura che fosse da lui direttamente indicata, alternativa all’attuale ceo Philippe Donnet. Il cda di Generali si rinnova il prossimo anno, ma sulla quota in pancia a Mediobanca ora avrà influenza il nuovo board a guida Lovaglio, il quale ieri sulla partecipazione in Generali ha commentato che essa resta “nice to have”. 

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