Assimoco presenta la nuova strategia di sviluppo del canale agenziale
Il gruppo ha riunito a Roma la rete per condividere risultati, strategie e la nuova value proposition distributiva: si punta su offerta, innovazione e territori
Assimoco ha da poco presentato, in occasione del roadshow agenti 2026 intitolato Acceleriamo il futuro. Valori che uniscono, sfide che trasformano, la strategia di sviluppo dedicata al canale agenziale. Il piano, spiega una nota, mira a "rafforzare il ruolo della rete nel percorso di crescita del gruppo, puntando al consolidamento e alla valorizzazione delle relazioni con il sistema cooperativo di riferimento".
Nel corso dell'incontro sono state illustrate le principali leve operative messe in campo a supporto delle agenzie, con l'obiettivo di "evolvere in modo significativo la value proposition per la rete e rafforzare i livelli di servizio offerti ai partner e ai clienti".
In particolare, si è parlato del "potenziamento dell'offerta per un miglior presidio dei rischi emergenti e a supporto dei segmenti di mercato elettivi", di innovazione in ambito sinistri e tecnologia, nonché di diverse iniziative commerciali di sviluppo locale.
Ospite il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, che nel suo intervento ha sottolineato come in un mercato assicurativo guidato da logiche di profitto a breve termine sia "fondamentale promuovere un modello di protezione responsabile e valorizzare il ruolo degli agenti come rete di prossimità al servizio dei territori per rendere il sistema cooperativo più forte e resiliente".
Sergio Mattiuz, amministratore delegato Ania Safe, ha offerto una panoramica sulle trasformazioni normative, tecnologiche e competitive e le opportunità che interessano il settore assicurativo.
L'incontro ha visto anche la partecipazione del comico e imprenditore Paolo Cevoli, che ha offerto una riflessione sull'importanza della relazione personale con il cliente, un valore che caratterizza da sempre il rapporto tra agente e compagnia nel gruppo Assimoco.
Nel suo intervento, la direttrice generale di Assimoco, Mirella Maffei, ha mostrato i risultati positivi del gruppo Assimoco, che "sta vivendo una traiettoria di crescita superiore alla media di mercato, con solidi ratio tecnici e patrimoniali". Un risultato che, "in un contesto di mercato caratterizzato da crescente complessità e da importanti trasformazioni del settore assicurativo", testimonia "la solidità delle scelte strategiche intraprese e la capacità del gruppo di intercettarne, anche attraverso la rete agenziale, le principali dinamiche evolutive". La capacità di mettere le relazioni al centro, valorizzare la prossimità con i clienti e il lavoro della rete, permette al gruppo di "cogliere il potenziale di sviluppo del sistema cooperativo e di rafforzare la collaborazione con Confcooperative".
Maffei ha spiegato che il 2026 segna "un'accelerazione decisa nella nostra strategia per il canale agenziale, che rappresenta un patrimonio unico di competenze, prossimità e relazione con il cliente: investire sulle loro capacità e sui loro strumenti significa rafforzare l'intero sistema cooperativo. In questa direzione - ha aggiunto Maffei - metteremo in campo azioni concrete per migliorare la qualità del servizio, dall'innovazione dei processi sinistri all'evoluzione degli standard di assistenza, rafforzeremo il sistema d'offerta per un miglior presidio dei rischi emergenti e ulteriore focalizzazione sui bisogni dei nostri target elettivi e svilupperemo iniziative formative e commerciali per favorire la specializzazione delle agenzie e il consolidamento delle relazioni con Confcooperative e le realtà territoriali.
Gardini di Confcooperative, dal canto suo, ha sottolineato che in un mercato assicurativo "sempre più dominato da logiche di profitto a breve termine", Assimoco rappresenta "qualcosa di radicalmente diverso. Quando un agente lavora con un assicurato - ha osservato Gardini - non sta vendendo una polizza, sta rafforzando un sistema di economia responsabile che dà lavoro a milioni di persone. Questo non è un dettaglio tecnico, è una scelta di civiltà. La mutualità è il modello più avanzato che abbiamo per costruire protezione vera, quella che non ti abbandona quando il rischio si fa reale. E questo è un valore che nessun competitor può replicare, perché non si compra e non si imita, si costruisce in decenni di concretezza".
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