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Cnp Vita Assicura rilancia con un piano industriale decennale

Svolta per la società del gruppo francese che vuole crescere in Italia nei segmenti risparmio e protezione. Una strategia di lungo periodo caratterizzata da sviluppo, diversificazione e solidità contro le potenziali avversità dei mercati

Cnp Vita Assicura rilancia con un piano industriale decennale
Un piano industriale decennale “in 3D” per puntare a crescere in Italia e consolidarsi come “l’assicuratore completo per quanto riguarda risparmio e protezione e la compagnia di riferimento per i mercati affluent e private banking”. Parole di Marco Passafiume Alfieri, ceo di Cnp Vita Assicura (Cva), che ha animato la presentazione del piano industriale della società presso la nuova sede milanese della compagnia di Cnp Assurances, tra i principali gruppi francesi attivi nel risparmio e nella protection. 

Per Cva, il 2024 è l’anno di un nuovo inizio: a gennaio, la compagnia ha completato l’incorporazione di Cnp Vita Assicurazione, un’operazione societaria che mette ordine e rafforza un player che è pronto al proverbiale cambio di passo nel mercato italiano. 
Tutto il mondo Cnp in Italia a fine 2023 rappresentava il quinto player assicurativo con asset under management divisi tra i 27 miliardi di euro di Cva e i 14 miliardi della joint venture con Unicredit.

Un modello aperto e multi-partner

Il sostegno della casamadre, un gruppo controllato dalla Caisse des dépots e dallo Stato francese attraverso La Banque Postale, ha raccontato il ceo, è la garanzia dell’alta qualità di un gruppo solido, ben capitalizzato e con un rating elevato (A+), che in Italia sta vedendo tante opportunità di crescita. Il gruppo è attivo in 19 paesi tra Europa e America Latina, con 345 partner distributivi, e una raccolta premi di 36 miliardi di euro (nel 2022). Come confermato da Khalil Tabbi, cfo di Cva, Cnp Assurances “si pone obiettivi a lungo termine, che potranno anche riguardare sinergie con La Banque Postale che, a sua volta, sta guardando attentamente a nuove opportunità in Italia”. 

Tornando a Cva, la compagnia vuole sviluppare il proprio approccio con una rete distributiva diversificata e non captive, un modello di business definito “aperto, multi-partner e distintivo nel mercato italiano”. Cva non è una compagnia classica: “facciamo bene la bancassurance, siamo specializzati nel mondo del risparmio e della protezione, abbiamo un unico bilancio, non due, non uno sostenibile e uno economico-finanziario, la nostra sede è a livello platinum per quanto riguarda la sostenibilità, tutto questo è la nostra raison d’être”, ha spiegato Passafiume Alfieri, utilizzando i concetti che guidano il gruppo oltralpe.

Conquistare nuovi accordi

Questo modello, pensato per un “mercato aperto”, ha permesso a Cva di lavorare con agenti plurimandatari, broker, consulenti, banche e puntare a conquistare nuovi partner di alto livello.
Ed è in questo senso che si incarna la “prima D” del piano, lo sviluppo, che in francese è Développement: “vogliamo conquistare nuovi partner sensibili al nostro target”, ha precisato Passafiume Alfieri, fissando l’obiettivo di dieci nuovi accordi entro il 2028. 
“Dobbiamo accompagnare lo sviluppo – ha aggiunto – con l’evoluzione delle piattaforme informatiche”. 

Oggi Cnp Vita Assicura lavora già con partner digitali, oltre al principale distributore che al momento è Fineco. “Da Moneyfarm al gruppo Sella (Banca dei patrimoni) e poi l’ex CheBanca! (Mediobanca Premier) e Firstance: lavorare con tanti distributori è complesso anche dal punto di vista tecnologico”, ma è la mission di Cva, ha confermato il chief commercial officer Paolo Fumo. “Stiamo lavorando con le reti di consulenti – ha spiegato –, facendo molta formazione culturale: le persone hanno comportamenti assicurativi, ma spesso sbagliano gli strumenti”. 
Cva punta su una consulenza evoluta e su prodotti che arricchiscono la finanza con contenuti assicurativi, una piattaforma che permette massima libertà di scelta: “l’obiettivo è l’alto valore aggiunto”, ha sottolineato il ceo.


Un piano lungimirante 

Per quanto riguarda la Diversification, la “seconda D” del piano, la strategia della compagnia mette in conto più prodotti e un ampliamento del segmento protection, con un miglioramento del mix di portafoglio tra unit linked e gestioni separate, per una proporzione del 50%-50%. 
Ci sarà una maggiore apertura anche al target di clientela retail e complessivamente il management di Cva prevede una crescita media annua della nuova produzione pari all’8% e delle riserve matematiche del 6%. 
“Nei prossimi mesi – ha annunciato il ceo – lanceremo una nuova gestione separata con fondo utili”. Nel concetto di diversificazione, ovviamente, rientrano sempre i canali distributivi: più agenti, più Sim, più family office e consulenti di alta gamma. 

La “terza D”, che sta Désensibilisation, punta a tutelare la solidità dell’impresa, renderla più resistente ai rischi esterni. Significa quindi una gestione più accurata degli investimenti e una revisione dell’asset allocation, una maggiore diversificazione per essere meno esposti alle oscillazioni dei mercati finanziari, azioni volte alla difesa del portafoglio, ampliando l’offerta di prodotti capital light e strumenti di copertura contro la volatilità dei mercati in particolar modo contro l’aumento repentino dei tassi di interesse. 

“La lungimiranza – ha concluso Passafiume Alfieri – è la nostra caratteristica principale: sappiamo che scelte di lungo termine hanno un costo di breve termine, ma è questa la mission dell’assicuratore”. Inseguire tentazioni di breve termine, magari per sfruttare effimere occasioni del momento: non è questo il piano di chi pr esenta una strategia decennale.

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