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Generali premia le Pmi europee per la sostenibilità

Si è svolta ieri a Bruxelles la cerimonia di consegna del primo Sme EnterPrize, a cui erano presenti, tra gli altri, il group ceo Donnet e il commissario europeo Gentiloni

Generali premia le Pmi europee per la sostenibilità hp_wide_img
In Europa due posti di lavoro su tre nel settore privato sono offerti dalle Pmi (l’acronimo in inglese è Sme, small and medium-sized enterprises), che rappresentano il 99% delle imprese dell’Ue e producono il 58% del Pil. Per promuovere le pratiche di sostenibilità presso le piccole e medie imprese europee, il gruppo Generali ha lanciato la prima edizione di Sme EnterPrize, un’iniziativa che è parte delle attività lanciate dal Leone di Trieste in occasione del suo 190esimo anniversario. Nel corso di una cerimonia, che si è tenuta ieri pomeriggio a Bruxelles alla presenza del top management di Generali e di alti rappresentanti delle istituzioni Ue, Generali ha consegnato questo riconoscimento ad alcune imprese europee considerate sustainability heroes, selezionandole tra le oltre 6.000 Pmi partecipanti provenienti dai sette Paesi che hanno aderito al progetto: Italia, Germania, Francia, Spagna, Austria, Ungheria e Repubblica Ceca. Le imprese premiate sono state individuate in base alle iniziative da loro messe in atto in ambito welfare, ambiente e senso della comunità.

I vincitori del premio sono l'italiana Natura Iblea-PaniereBio, azienda agricola con i più alti volumi produttivi biologici del sud Italia; la tedesca PlanA.Earth, una piattaforma software certificata che utilizza l’intelligenza artificiale e basi scientifiche per la contabilità automatizzata dell’anidride carbonica, la decarbonizzazione, la gestione la rendicontazione Esg; la francese Wanted Community, che mira a creare spazi inclusivi gestendo caffè-ristoranti responsabili; la spagnola Rioma, attiva nel tessile, che ha dato vita a una fondazione che opera in Spagna e Sud America a sostegno dei giovani a rischio di esclusione sociale; l’austriaco Boutique Hotel Stadthalle, un eco-hotel che riduce la sua impronta ecologica; l’ungherese Virgin Oil Press, che ha tra l’altro azzerato gli sprechi nei processi di produzione degli oli con spremitura a freddo; la ceca CleverFarm, impegnata nello sviluppo di soluzioni intelligenti per gli agricoltori come sensori basati sull’IoT e strumenti di agricoltura di precisione.

Rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato

Presentando l’iniziativa, il group ceo di Generali, Philippe Donnet, ha spiegato che il gruppo ha deciso di lanciare questo riconoscimento perché, “oltre a valorizzare le esperienze più significative e supportare le Pmi nell’adozione di modelli di business e pratiche più sostenibili, vogliamo promuovere un confronto continuo con le istituzioni nazionali ed europee, con il mondo accademico e con altre realtà del settore privato per analizzare le barriere e le opportunità di sviluppo in un settore chiave per la crescita sostenibile dell’economia del nostro continente. La ripresa – ha concluso Donnet – passa da una forte collaborazione tra pubblico e privato”.

Il libro bianco sulle iniziative delle Pmi

Nel corso dell’evento a Bruxelles è stato presentato anche un libro bianco, realizzato da Generali e Sda Bocconi, che rappresenta una sorta di guida per la transizione sostenibile delle Pmi. Il lavoro, presentato da Stefano Pogutz, direttore dell’Mba full time di Sda Bocconi, ha esaminato il rapporto tra sostenibilità e Pmi in otto Paesi europei (Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Spagna, Svizzera) nelle tre aree fondamentali di welfare, ambiente e senso della comunità. Lo studio ha approfondito le principali linee di azione, i benefici e i fattori che favoriscono la realizzazione di iniziative sostenibili e le barriere che ostacolano le Pmi nell'adozione di un comportamento sostenibile. “L’approccio delle Pmi europee alla sostenibilità è ancora informale e poco strutturato, con margini di crescita”, ha spiegato Pogutz mettendo in evidenza alcuni dati: al momento solo il 13% delle Pmi dell’Ue indicano di aver già adottato una strategia dedicata alla sostenibilità, e il 21% ha intenzione di adottarne una (anche se non lo ha ancora fatto).

Alla presentazione del white paper è seguita una tavola rotonda che ha approfondito le strategie per promuovere la sostenibilità delle Pmi europee, in un panel che ha visto gli interventi di Markus Beyrer, direttore generale di Business Europe; Raffaele Mauro Petriccione, dg di DG Clima (la direzione generale per l’azione per il clima della Commissione Ue); Eva Kaili, europarlamentare presidente di Stoa (Scientiific and technological options assessment); Cristian-Silviu Buşoi, presidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia; Bianca Dragomir, ceo di Avaesen.

Gentiloni: per la transizione ecologica servono altri 360 miliardi

All’evento sono intervenuti anche altri importanti rappresentanti delle istituzioni, italiane ed europee, come il sottosegretario agli Affari europei, Vincenzo Amendola, e Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia.

Gentiloni, che ha parlato chiudendo i lavori, ha detto che “la ripresa economica della Ue sta accelerando e per il 2021 la crescita potrebbe superare il 5%. Allo stesso tempo, non dobbiamo farci illusioni: è troppo presto per rivendicare la vittoria. Non siamo ancora fuori dal guado, e le incertezze restano molto alte”. Gentiloni ha spiegato che secondo le stime della Commissione Ue, “per raggiungere i nostri obiettivi di emissioni per il 2030 avremo bisogno di circa 360 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi ogni anno nei settori dell’energia e dei trasporti. Vorrei sottolineare – ha detto – che si tratta di investimenti aggiuntivi. Il fabbisogno totale di investimenti arriva a circa mille miliardi all’anno. La mobilitazione dei finanziamenti privati sarà cruciale se vogliamo raggiungere questo obiettivo. Ed è qui che i politici possono fornire i giusti incentivi per guidare i capitali privati. Trovare il giusto equilibrio tra finanze pubbliche sane e una spesa per investimenti sufficiente sarà uno dei temi chiave della discussione sulla revisione del nostro quadro di governance economica”.

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