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Aviva, addio all’Italia?

È quanto sostiene un’indiscrezione della Reuters, che cita fonti a conoscenza del dossier. Tra i possibili acquirenti per la parte danni si fanno i nomi di Allianz, Axa e Mapfre

05/10/2020
Aviva starebbe considerando la vendita frazionata delle sue attività in Italia: le due joint-venture vita e le attività danni in capo alla rete agenziale. È quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters citando alcune fonti a conoscenza della materia.

Le fonti citate dalla Reuters affermano che entrambe le joint venture vita di Aviva sarebbero in fase di revisione nell’ambito dei piani di cessione delle attività italiane. La compagnia ha una partnership bancassurance con Ubi Banca, che, come noto, sarà rilevata da Intesa Sanpaolo. A metà 2021 Ubi acquisterà la quota dell’80% di Aviva nella loro joint venture e Intesa trasferirà tali attività nella propria divisione assicurativa. Tuttavia, spiegano le fonti della Reuters, si prevede che i portafogli back books della joint venture Ubi-Aviva consistenti in polizze esistenti, saranno venduti a fondi di private equity.

L’altro accordo di distributivo di bancassicurazione è quello con UniCredit , scaduto quest’anno. Secondo una fonte citata dalla Reuters, l’istituto guidato da Jean Pierre Mustier starebbe cercando di assumere il pieno controllo della partnership con Aviva; un’altra fonte ha detto invece che la banca starebbe valutando diverse opzioni e che non è stata ancora presa nessuna decisione definitiva. La scorsa settimana il quotidiano Il Messaggero aveva scritto che UniCredit sarebbe pronta a sciogliere la partnership relativa al ramo vita.

Aviva, rivela la Reuters, si sarebbe affidata a Morgan Stanley per lanciare un processo di vendita delle attività italiane, sulla scia della strategia del nuovo ceo, Amanda Blanc, che sta spostando il focus dell’assicuratore esclusivamente sulle attività core in Gran Bretagna, Irlanda e Canada. Secondo la Reuters, la cessione delle attività danni italiane potrebbe attirare l’interesse di grandi player europei: una delle fonti ha fatto il nome di tre grandi gruppi come Allianz, Axa e Mapfre. Queste attività sono considerate le più appetibili e potrebbero essere valutate tra i 200 e i 300 milioni di euro, ha detto la fonte, aggiungendo che sarebbero vendute in un processo separato.


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