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Unipol, utile semestrale di 616,6 milioni di euro

Cala la raccolta, mentre si sentono gli effetti benefici del lockdown sul combined ratio, che passa dal 95,6% all’82,1%

25/08/2020
Unipol ha chiuso il primo semestre con un utile di 616,6 milioni di euro, in calo rispetto ai 773,3 milioni dello stesso periodo del 2019, esercizio che aveva beneficiato di una posta straordinaria di 421 milioni legata al primo consolidamento a patrimonio netto di Bper. Il dato normalizzato segna un balzo dell'utile da 353 a 617 milioni di euro (+74,8%), influenzato dalla "riduzione della sinistralità durante il periodo di lockdown", spiega una nota del gruppo bolognese.
Diminuisce la raccolta (- 16,4% rispetto al primo semestre 2019) a 6,1 miliardi, ma il combined ratio danni mette segna un forte miglioramento, passando dal 94,6% all'82,1%, proprio grazie al calo dei sinistri. L'indice di solvibilità del gruppo è pari al 188%.
 Nonostante la pandemia di coronavirus, alla luce dell'andamento del semestre e "forte anche di una posizione patrimoniale solida", Unipol si attende "un andamento reddituale della gestione per l'anno in corso in linea con gli obiettivi fissati nel piano Industriale".  
La capogruppo UnipolSai  ha chiuso il semestre con un utile di 560 milioni, in crescita del 32,7%, sempre in scia al calo dei sinistri legato al lockdown.
Nel corso della conference call con gli analisti, l’ad di Unipol, Carlo Cimbri (nella foto), ha spiegato che la necessità di mitigare gli effetti che le tensioni sui mercati provocano sul solvency ratio costringerà Unipol a ridurre in maniera significativa "i titoli stato del nostro Paese a beneficio di altri Paesi. Lo dico con rammarico – ha aggiunto Cimbri - in qualità di amministratore di una società italiana ma non possiamo fare diversamente perché il nostro mandato è amministrare al meglio la società per i nostri azionisti". Cimbri ha detto che la riduzione dei Btp avverrà "abbastanza rapidamente attorno al 40% del portafoglio obbligazionario. Mi chiedo se non sia più utile cercare di canalizzare il risparmio degli italiani verso gli investimenti nei titoli del nostro Paese piuttosto che obbligarli nei fatti a fare investimenti in titoli di altri Paesi", specialmente in presenza di "un Paese già fortemente indebitato che andrà ad indebitarsi ulteriormente", ha detto Cimbri, esprimendo dubbi sulle modalità di calcolo del solvency ratio.


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